Varese | 11 Gennaio 2022

“Mancano medici e i pazienti non trovano risposte. Serve confronto”: l’appello dei sindaci ad ATS Insubria

105 amministratori di Varesotto e Comasco hanno inviato una lettera ai vertici di ATS e Regione: “Occorrono soluzioni per gestire la 4 ondata di Covid, per i cittadini”

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Un tavolo di confronto e lavoro con i Comuni e le Province di Como e Varese” per trovare una soluzione di cui siano “i cittadini a beneficiare in prima persona”: è questa la richiesta contenuta in una lettera che 105 sindaci di Varesotto e Comasco hanno sottoscritto e inviato ai vertici di ATS Insubria, oltre che a Regione Lombardia, alle prefetture e all’Ordine dei Medici per sottolineare le difficoltà che in molti si stanno trovando ad affrontare durante questa quarta ondata di Covid-19.

Numeri sempre più alti di positivi, sistema di tracciamento che “evidenzia fortissime criticità per mancanza di personale dedicato”, tempi più lunghi del previsto per l’esecuzione dei tamponi, la scarsità dei medici di base e del personale nei presìdi Usca: sono diversi i punti toccati dalla missiva firmata dei primi cittadini – tra cui anche quelli di Luino, Germignaga, Brezzo di Bedero, Dumenza, Brinzio, Cunardo, Grantola, Lavena Ponte Tresa, Maccagno con Pino e Veddasca, Brusimpiano, Besozzo, Bisuschio, Gemonio e Leggiuno – che hanno anche voluto evidenziare “il ruolo che i Comuni hanno svolto e stanno svolgendo da due anni a questa parte, quale prima interfaccia per la raccolta di ogni problema da parte dei cittadini, assumendosi compiti non propri e adempiendo a un fondamentale ruolo di collante sociale”.

I problemi, sottolineano i sindaci che, per questo, chiedono un’azione più incisiva per affrontare la pandemia da parte degli enti a cui si rivolgono, “non possono essere risolti scaricando le responsabilità sui medici di base, a loro volta sovraccarichi, o sulle ASST”.

Di seguito il testo integrale della missiva.

Il nostro Paese si trova ormai da alcune settimane nel pieno della quarta ondata e ciascuno dei nostri Comuni sta registrando un numero sempre più alto di positivi, con incrementi medi giornalieri del 10-15%, toccando picchi mai raggiunti nel corso dei mesi precedenti. In questo contesto, provando a mantenere un approccio costruttivo, siamo a sottoporvi una serie di criticità che stiamo riscontrando direttamente e tramite segnalazioni pervenute dai cittadini.

Il sistema di tracciamento, in capo ad Ats, qualora come si dice a mezzo stampa non sia saltato, evidenzia fortissime criticità, a causa della evidente mancanza di personale dedicato, oggi inadeguato a sopportare l’aumentato carico di lavoro direttamente proporzionale all’esplosione dei nuovi positivi; in ragione di ciò si deve quanto prima provvedere a incrementare il personale che si occupa del tracciamento dei contatti; il numero verde non è in grado di sostenere il carico di lavoro attuale e sempre più cittadini lamentano o l’impossibilità di avere una risposta o di ricevere solo risposte approssimative. I cittadini hanno la stringente necessità di interfacciarsi direttamente con Ats e ad oggi ciò non avviene, scaricando spesso ogni problema sulle spalle dei medici di base, a loro volta sovraccarichi di lavoro e innestando così un cortocircuito che va a colpire unicamente il paziente.

Molte persone non riescono a uscire dalla quarantena per mancanza di programmazione del tampone o perché, dopo svariati giorni, non riescono ad avere comunicazione dell’esito, con evidenti ripercussioni sulla vita familiare e lavorativa, in particolare ora che con il nuovo anno chiunque si trovi nella condizione di impossibilità di andare al lavoro o di lavorare in smart working perché in quarantena, così come chi si trovi nella situazione di permanenza domiciliare fiduciaria (persone che hanno fatto ingresso in Italia da zone considerate a rischio), non rientra più nella mutua Inps. Tale problema non può essere “risolto” solo a mezzo stampa scaricando tutta la responsabilità su Asst.

I presìdi territoriali sono insufficienti e carenti di personale:

Medici di medicina generale: mancano medici, questo è e sarà un problema sempre più impattante per il territorio e per i cittadini; il medico di base era ed è una figura fondamentale per l’accesso al Sistema Sanitario Nazionale e lo è ancora di più in questo periodo storico per garantire un supporto al cittadino e i pochi rimasti sono in difficoltà poiché devono sobbarcarsi compiti (e responsabilità) crescenti;

Non c’è un adeguato ricambio di coloro che sono andati in pensione e la situazione si aggraverà ulteriormente con i pensionamenti previsti per i prossimi anni; mancano giovani medici che abbiano voglia di affrontare una professione che vede aumentare di giorno in giorno compiti burocratici ed oneri, oltre al problema legato all’organizzazione dei concorsi per accedere alla scuola di formazione ed alla professione. Questo tema, se non affrontato, genererà un problema sociale potenzialmente devastante e non consentirà lo sviluppo delle case della comunità; in questo contesto è fondamentale che sia aumentato il numero di borse disponibili per la formazione dei futuri Medici di Medicina Generale;

Unità speciali di continuità assistenziale provinciale (USCA): mancano medici nei presìdi USCA territoriali, dopo la forte riduzione di personale (e la chiusura della maggior parte delle sedi) attuata negli scorsi mesi che ha portato a un conseguente peggioramento del servizio di assistenza e gestione territoriale dei pazienti positivi, con conseguenti enormi ritardi nella gestione delle richieste; tali carenze stanno provocando un secondo problema che riguarda il sovraccarico dei Pronto Soccorso a cui si rivolgono i pazienti positivi che non trovano adeguate risposte sul territorio;

Su tutti questi temi chiediamo ad ATS di aprire celermente un tavolo di confronto e lavoro con i Comuni e le Province di Como e Varese, affinché si possa addivenire quanto prima a una soluzione di cui in prima persona siano i cittadini a beneficiare.

Il ruolo svolto dai Comuni. Ci preme evidenziare, alla luce delle dichiarazioni apparse sulla stampa, il ruolo che i Comuni hanno svolto e stanno svolgendo da due anni a questa parte, quale prima interfaccia per la raccolta di ogni problema da parte dei cittadini, assumendosi compiti non propri e adempiendo a un fondamentale ruolo di collante sociale grazie alla preziosa collaborazione dei Medici del territorio con cui è stato possibile organizzare e allestire diversi hub vaccinali e provvedere alla vaccinazione domiciliare di numerosi pazienti. Deriva da ciò che sia inaccettabile l’invito a puntare il dito contro i Comuni per le code che si formano fuori dalle farmacie. La tenuta sociale del nostro territorio parte da un concetto di corresponsabilità, quanto mai fondamentale nell’attuale clima di difficoltà e incertezza.

Tra i Comuni della provincia di Varese che hanno sottoscritto la lettera indirizzata ad ATS Insubria ci sono: Varese, Besnate, Casorate Sempione, Saronno, Brunello, Malnate, Bisuschio, Ternate, Travedona Monate, Vedano Olona, Vergiate, Arsago Seprio, Azzate, Dumenza, Fagnano Olona, Ferno, Golasecca, Gemonio, Germignaga, Bardello, Besozzo, Brezzo di Bedero, Brinzio, Brusimpiano, Buguggiate, Cantello, Cardano al Campo, Castelseprio, Comerio, Caronno Pertusella, Cazzago Brabbia, Comabbio, Cunardo, Gorla Minore, Gornate Olona, Grantola, Induno Olona, Ispra, Lavena Ponte Tresa, Leggiuno, Lonate Pozzolo, Lozza, Luino, Maccagno con Pino e Veddasca, Monvalle, Mornago, Oggiona con Santo Stefano, Olgiate Olona, Saltrio, Somma Lombardo e Sumirago.

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