Lo scorso 12 dicembre, nell’autosilo Balestra di Lugano, in Canton Ticino, una 27enne svizzera è stata aggredita dall’ex compagno, poi allontanato dal luogo da alcuni agenti della Polizia intervenuti grazie alla segnalazione di alcuni passanti.
Questi, un 25enne svizzero, è stato tratto in arresto alcuni giorni dopo – il 17 dicembre –, fermo ora convalidato dal Giudice dei provvedimenti coercitivi. Le principali ipotesi di reato nei suoi confronti sono quelle di tentate lesioni gravi e ripetute lesioni semplici. Sono in atto ulteriori verifiche, mentre l’inchiesta è coordinata dalla Procuratrice pubblica Margherita Lanzillo.
L’episodio ha scatenato la dura reazione del Mps (Movimento per il socialismo) che lo scorso sabato hanno anche organizzato un presidio davanti alla procura di Lugano: “Né l’ufficio cantonale che si occupa di violenza domestica, né nessuna istituzione ha espresso solidarietà e nemmeno costruito una rete di protezione adeguata”, è ciò che si legge in una nota pubblicata nella giornata odierna.
“La polizia, intervenuta dopo la segnalazione dei due passanti, ha allontanato l’aggressore ma non ha accompagnato la vittima in ospedale, la presa a carico della vittima in pronto soccorso è avvenuta soltanto dopo oltre 7 ore di attesa e non è stata accompagnata dalla messa in sicurezza della donna aggredita – proseguono gli esponenti Mps – Aggiungiamo il fatto che il personaggio violento è stato rilasciato subito ed è stato tratto in arresto solo alcuni giorni dopo l’aggressione. La vittima nel frattempo ha vissuto per giorni chiusa in casa, senza nessun supporto né sicurezza con il terrore poter ricevere una visita da parte dell’ex partner, da un momento all’altro! Che giustizia è mai questa? Un uomo, già segnalato per violenza domestica in una precedente relazione, può girare indisturbato senza nessun tipo di limitazione né controllo, mentre chi subisce le violenze deve temere per la propria vita in ogni momento”.
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