Nella giornata di domani, domenica 19 dicembre, alle 11 presso la Chiesa di San Quirico a Pino Lago Maggiore, il vicario episcopale di Varese monsignor Giuseppe Vegezzi celebrerà la messa e benedirà il presepe dell’Alto Verbano.
Presepe realizzato da esperti di Magnago (MI) con la collaborazione dell’Impresa Fini-Tetti, per far memoria dell’evento che è il centro di tutta la storia, come ci ricorda papa Francesco: “Il mirabile segno del presepe, così caro al popolo cristiano, suscita sempre stupore e meraviglia. Rappresentare l’evento della nascita di Gesù equivale ad annunciare il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio con semplicità e gioia. Il presepe, infatti, è come un Vangelo vivo, che trabocca dalle pagine della Sacra Scrittura” (lettera apostolica “Admirabile signum”).
Indicazioni per i visitatori. Il valore pedagogico del presepe racchiude la vera essenza del Natale: Dio si fa uomo e cambia la storia. Tutti i simboli presenti nella sacra rappresentazione evocano i riti del passaggio tra il vecchio ed il nuovo e dal buio alla luce. L’acqua e il fuoco purificano preparando l’avvento del nuovo, ma già anticipano i temi della notte pasquale. Valori sempre attuali come l’importanza della famiglia, la trasmissione delle tradizioni ai piccoli, la centralità del lavoro manuale, la aggregazione del piccolo borgo a fronte della solitudine imperante, si ritrovano nelle mille sfumature della rappresentazione. Spiccano tra queste la Sacra Famiglia nella grotta della natività, gli angeli deputati all’annuncio ai vicini e ai lontani, i pastori segno della vigile attesa dell’umanità che nel soggetto dormiente si dimostra distratta verso un avvenimento che succede a beneficio di tutti. Al loro fianco gli animali spesso testimoni silenti ma punti fermi del presepe: l’asino e il bue segno delle popolazioni del tempo soggiogate dall’idolatria o dal peso della legge, le pecore figure care al racconto evangelico e gli agnelli, soggetti preconizzanti il sacrifico della croce.
Tutti sono inseriti in un paesaggio suggestivo simile all’alto Verbano ove tra i monti, svetta la torre di Pino fonte ispirante di questa ambientazione.
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