(A cura di Cesi Colli) Il presepe di Bedero Valcuvia è il frutto della fantasia creativa, della passione e dell’amicizia che lega i giovani Mattia, Alessandro, Marco, Francesco, Pieruigi, Leo, Tino e Massimo del Gruppo “Amici del presepe”.
Lavorando, ognuno con la propria specificità, hanno fatto veramente un piccolo capolavoro di bellezza: la riproduzione a scala ridotta e con assoluta fedeltà della piazza del paese, su cui si affaccia la chiesa di S. Ilario di Poitiers. C’è proprio tutto ciò che la caratterizza ed è bello soffermarsi a individuare i minimi particolari, sorpresi quando ci si accorge che non manca proprio nulla: il leone del Monumento ai caduti, la fontanella, i vasi fuori dalla chiesa, le panchine su cui ci si ferma a chiacchierare…
Veramente una scenografia bellissima! Il paese e il presepe sono strettamente abbracciati: è magico, infatti, trovarsi davanti a qualcosa di conosciuto e amato, ma catapultato nell’armonia e nella spiritualità del presepe. Si è catturati dall’incanto e dalla meraviglia, suscitati da un’abile composizione di immagini, colori e suoni, che hanno il potere di raggiungere il cuore, risvegliando ricordi, immagini, sentimenti…
Posta al centro della piazza, ci invita al silenzio e alla meditazione la capanna col Bambino: la sua presenza si irradia e tutto ruota e converge verso di Lui perché il presepe racconta l’amore di Dio, il Dio che si è fatto bambino per dirci quanto è vicino ad ogni essere umano, in qualunque condizione si trovi.
Completano il presepe numerose statuine, dai tenui colori pastello, che si muovono intorno alla capanna. Danno vita a scene curate con estrema precisione e che rievocano momenti di una vita quotidiana umile, attiva e serena, che rivela la presenza di Dio, senza più alcuna distanza tra l’evento che si compie e il diventare partecipi del mistero.
Collocate nella modernità della nostra piazza sono il simbolo del filo che unisce le varie generazioni e rende palese la trasmissione del sentimento religioso, che ha sempre intessuto la storia di Bedero.
Gli “Amici del presepe” ci spiegano: “Il tempo è abitato da Cristo. Diventa allora significativo che il nostro presepe quest’anno rappresenti il centro del nostro paese: la piazza con la chiesa e il municipio, da cui ogni bederese passa. Sullo sfondo la cappellina della “Madonna degli Alpini”, che dall’alto veglia su tutti noi. Cristo è nato anche per noi bederesi. Lo vogliamo testimoniare mettendolo al centro del nostro paese, dove, chi più chi meno, passiamo la nostra vita, cresciamo i nostri figli, amiamo i nostri mariti e le nostre mogli, accompagniamo con gratitudine i nostri anziani e portiamo anche le nostre croci. L’augurio è che Cristo possa trovare dimora nei nostri cuori, sia dei bederesi che si fermano a contemplare questo presepe, sia di coloro che passando sono entrati in chiesa”.
Dietro ad ogni allestimento della Natività c’è sempre una storia legata ad una persona. E’ mancato proprio in questi giorni Angelo Cadei, animatore appassionato del presepe bederese. Fine e pregevole artigiano del legno, sempre disponibile e assai attaccato alla sua comunità, ha fatto vivere il nostro presepe per lungo tempo con le sue magiche casette di legno. Solo la malattia lo ha allontanato, ma ha lasciato il testimone ad alcuni giovani, che col cuore ne hanno raccolto l’eredità. A lui va il nostro ricordo e la nostra riconoscenza.
Invitiamo tutti a visitare il nostro presepe perché ci aiuta da una parte a rivivere la storia che si è vissuta a Betlemme, ma soprattutto parla alla nostra vita, stimola gli affetti, ci aiuta a rendere il Natale più caldo e vero, invita a sentirsi coinvolti nella storia della salvezza, contemporanei dell’evento che ancora oggi è vivo e attuale.
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