La crisi economica, la conseguente perdita del posto di lavoro e poi un annuncio online, al quale un 47enne di Gemonio affida tutte le sue speranze di trovare in breve tempo l’espediente giusto per continuare a mantenersi in modo dignitoso, assicurandosi di arrivare a fine mese.
L’annuncio riguarda la vendita di un furgone Doblò ad un prezzo vantaggioso: 1400 euro, incluse le pratiche per il corretto passaggio di proprietà del mezzo. “Mi serviva per spostarmi e partecipare a fiere e mercati dove esporre le biciclette d’epoca che tenevo in un box e che avevo iniziato a riparare, per racimolare qualche soldo dopo il licenziamento”, ha spiegato l’uomo. Lo ha fatto in un’aula del tribunale di Varese, dove un 48enne – l’inserzionista nonché venditore del furgone – è a processo con l’accusa di aver truffato il suo potenziale acquirente.
I fatti risalgono a quattro anni fa. Novembre 2017, l’odierna persona offesa si reca a Varese per incontrare il venditore e visionare il mezzo. Insieme vanno poi in agenzia, dove il 47enne scopre che il Doblò non è intestato alla persona con cui è in trattativa, ma all’azienda che quel privato cittadino rappresenta. “Poco male”, gli fanno capire all’interno degli uffici, dove riceve tutte le rassicurazioni del caso circa lo svolgimento in tempi rapidi delle procedure per il trapasso, per le quali versa 600 euro di acconto.
A distanza di qualche giorno viene contattato nuovamente dal venditore, che gli chiede di effettuare un secondo versamento per raggiungere la somma pattuita. Il 47enne non ha ancora le chiavi in mano ma accetta le condizioni: quei soldi servono anche per effettuare due piccoli interventi: la sostituzione della batteria e della marmitta, altrimenti il mezzo non può circolare. I tempi però si dilatano ulteriormente.
“Passata una settimana, nessuno si era ancora fatto vivo”, ha ricordato la persona offesa davanti al giudice Andrea Crema. Telefonate e messaggi si moltiplicano, fino a quando l’uomo inizia a nutrire dei sospetti e chiede indietro i suoi soldi. E’ intenzionato a rinunciare al furgone. E a quel punto è già convinto di aver subìto un raggiro, che andrà successivamente a denunciare.
Gli avvocati Guido Forese (per l’imputato) e Rosario Musolino (per la parte civile) interverranno per le rispettive conclusioni nel corso della prossima udienza, in calendario a fine aprile. Poi arriverà la sentenza.
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