“Non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato”.
Questa la decisione del gup del tribunale di Varese, Alessandro Chionna, che ha decretato il proscioglimento del sindaco Fabio Passera, di un tecnico comunale e di altre undici persone dalle accuse riguardanti i lavori svolti sul suolo pubblico a Maccagno dopo un alluvione del 2014.
Accuse che tra abuso d’ufficio, violazioni alle normative paesaggistiche e contravvenzioni urbanistiche (queste ultime prescritte) avevano portato la Procura a chiedere il rinvio a giudizio, sulla base delle modalità con cui gli addetti ai lavori trattarono il pietrame rimosso dal torrente Giona e accumulato all’interno dell’omonimo parco, attività svolta – secondo la tesi dei magistrati – senza tenere conto delle regole previste per i rifiuti speciali (qui i dettagli della vicenda).
Per il sindaco di Maccagno si tratta del secondo procedimento conclusosi favorevolmente a distanza di pochi giorni, dopo l’assoluzione arrivata la scorsa settimana per un altro caso di presunto abuso d’ufficio, legato alla vicenda dei “bomboloni gpl”.
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