Germignaga | 12 Ottobre 2025

Germignaga, ricordi dal passato: l’alluvione di 25 anni fa

Un'emergenza durata oltre due settimane, con gravi conseguenze su abitazioni e attività. Il racconto di Renzo Fazio: piazza XX Settembre allagata, cigni sui marciapiedi in via Mameli

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(Renzo Fazio, dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”) Il 10 ottobre di 25 anni fa cominciava per Germignaga e per tutti i paesi rivieraschi del lago Maggiore, un periodo di grande emergenza, durato oltre due settimane.

Era un martedì e da quel giorno intense piogge cominciarono ad abbattersi in tutto il comprensorio idrografico, provocando un rapido innalzamento delle acque del lago. Dopo quattro giorni, sabato 14 ottobre, il livello del lago aveva ormai raggiunto la soglia di 195,5 metri s.l.m., corrispondente al livello di esondazione nella città di Pallanza e in altri paesi.

Ma il peggio doveva ancora arrivare: a causa delle ininterrotte precipitazioni, il livello del lago cominciò a crescere di 3 centimetri ogni ora, per poi aumentare ancora di più a causa dell’ormai impossibilità delle acque di defluire dalle dighe della Miorina a Sesto Calende, nonostante la massima apertura: la quantità di acqua confluita nel lago dai vari immissari arrivò ad essere quasi tre volte il quantitativo in metri cubi da cui poteva uscire.

La notte del 16 ottobre, alle ore 23,30 il livello del lago arrivò a raggiungere 197,94 metri: quella che solamente sette anni prima era già sembrata un’alluvione disastrosa, con un livello del lago arrivato a 197,40 metri, era stata ampiamente superata. Non altrettanto lento fu l’abbassamento del livello del lago a causa del rialzo delle temperature, che provocarono lo scioglimento delle nevi già cadute sulle cime più alte circostanti.

Solamente il 25 ottobre il livello del lago tornò a scendere al di sotto della soglia di esondazione, a cui fece seguito un lungo lavoro di pulizia e la conta dei danneggiamenti subiti. Pesanti furono le conseguenze per moltissime abitazioni e le ripercussioni sulle attività, lavorativa e no, costrette a fermarsi per così tanti giorni.

Di quelle giornate restano indelebili ricordi e molte fotografie che, riviste oggi, sembrano ancor più surreali: via Huber e piazza XX settembre completamente invase dalle acque, i cigni arrivati fino ai marciapiedi in via Mameli per prendere il cibo, la caserma dei Vigili del Fuoco di Luino, isolata dall’acqua…

P.S. un bel libro riguardo quest’evento venne pubblicato l’anno seguente dalle Edizioni Marwan: “Laveno e Luino alluvionate – Storia per immagini dell’esondazione 2000” a cura di Felicita E. Baratelli e Mario Bordin, ricco di informazioni storiche e immagini di molti paesi dei dintorni.

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