La pubblicazione del bando di gara destinato a individuare un operatore che si occupi della realizzazione di opere accessorie di recupero e valorizzazione e assuma la concessione dei servizi turistici e ricreativi dell’ex Lido di Luino – riportandovi così anche le tanto amate e frequentate piscine – ha sollevato già alcune critiche da parte dello schieramento di opposizione dell’amministrazione comunale.
A rispondere a quanto annunciato dal sindaco Enrico Bianchi nell’articolo pubblicato questa mattina sulla nostra testata sono i due consiglieri del gruppo #luinesi, Davide Cataldo e Alessandro Casali.
“Quindi anche stavolta ‘ci fermiamo qui’. – è il commento dell’ex presidente del consiglio comunale Cataldo – Ci si ferma ancora una volta a quanto fatto dall’amministrazione precedente, che ha voluto fortemente finanziare la ristrutturazione del Lido per farlo rinascere, nonostante la contrarietà degli allora consiglieri di opposizione del Pd. Oggi si ferma un altro, l’ennesimo, investimento importante per la Città! Ancora una volta scelte timorose, zero investimenti, pochissimo coraggio, un paese fermo su tutto e senza prospettiva alcuna. A distanza di più di un anno dall’insediamento di questa amministrazione, tutto piano piano continua ad essere fermato e cancellato, nulla di nuovo si programma e ormai si va avanti rispondendo a qualsiasi cosa solo con la frase fatta ‘ci dobbiamo riflettere’. Luino ha bisogno di una guida forte e impavida e non si merita di morire lentamente soffocata dalle paure di chi la amministra. Davvero una profonda tristezza! Una brava persona non basta!”.
“Pazzesco. Fa davvero sorridere il sindaco Bianchi quando dichiara ‘da troppi anni attendiamo l’opera del Lido di Luino’. – aggiunge l’ex vicesindaco Casali – Pare giusto ricordargli che la realizzazione è stata finanziata e progettata dalla nostra amministrazione per un milione di euro. Opera fortemente criticata dal Pd e dai suoi rappresentanti in consiglio, dei quali Bianchi è stato segretario di partito (anche se spesso tende a non ricordare). Poi l’ennesimo tentativo di non realizzare, al grido ‘io mi fermo qua’ (qua dove?), lasciando addirittura l’interno già finanziato dell’edificio a rustico demandando a chi verrà, soggetto privato o possibili finanziamenti. Davvero, meglio tacere, visti gli straordinari risultati sui bandi di questo periodo”.
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