Luino | 29 Settembre 2021

Vaccinazioni sul lungolago di Luino, anche tanti cittadini stranieri

Dalle 9 alle 15 prima dose in riva al lago per 79 persone. Il funzionario regionale di Protezione civile Alberto Bruno: "Continua l'ottimo lavoro dell'Unità Mobile"

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Sono state un’ottantina le persone che questa mattina, a partire dalle 9 fino alle 15, si sono presentate all’Unità mobile regionale organizzata sul lungolago di Luino per ricevere il vaccino anti-Covid. Tra questi figuravano anche tanti cittadini stranieri, che hanno deciso di sottoporsi al vaccino in questo mercoledì di mercato autunnale, mentre in agosto le persone che avevano scelto questa soluzione, sempre nella città lacustre, erano state 200.

“Nonostante il numero non sia consistente – racconta il dirigente medico ATS Insubria, Guido Garzena -, siamo soddisfatti per l’eterogeneità delle persone che si sono presentate oggi al camper: tanti anziani, ad esempio, che si sono vaccinati finalmente dopo esser risultati positivi negli scorsi mesi e che si sono convinti. Ormai siamo agli sgoccioli di questa attività, ma possiamo dire che il nostro servizio sia stato apprezzato da tutta la popolazione lombarda”.

Il lavoro dei camper sta andando bene – commenta Alberto Bruno, funzionario della Protezione civile di Regione Lombardia per l’Unità di Crisi vaccinazione -. L’ultima tappa, negli scorsi giorni, è stata quella di Porlezza, in provincia di Como, dove abbiamo vaccinato oltre 300 persone, prevalentemente frontalieri. Siamo nelle ultime fasi di questa attività sul territorio, visto che nei prossimi giorni riprenderemo a compiere vaccinazioni domiciliari agli over 80, per la terza dose”.

“Si tratta di un servizio che è partito quest’estate – continua ancora Bruno -. A Luino e Laveno Mombello, ad agosto, ha funzionato, ma ci sono alti e bassi, sia per le condizioni meteorologiche che per il tam tam sul territorio. Non c’è alcun obbligo coercitivo, si tratta di una proposta vaccinale che ha l’obiettivo di essere il più possibile vicino a luoghi dove l’HUB vaccinale non è insediato. Un maggior stimolo, insomma, anche per chi non riesce a prenotarsi. In questo senso abbiamo garantito un servizio di prossimità di tutto rispetto”.

L’attività, come sempre, è organizzata dalla Unità di Crisi Regionale, gestita da AREU, dal Sistema regionale di Protezione Civile e dalla sanità militare, con il supporto attivo dell’ATS Insubria e l’ASST Sette Laghi. Il prossimo appuntamento, che sarà anche l’ultimo sul territorio dell’alto Varesotto, è per sabato 2 ottobre dalle 9 alle 15 a Lavena Ponte Tresa.

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