Non solo soccorsi, ma cultura: è questo il messaggio emerso a Varese in occasione della giornata conclusiva degli Stati generali dell’Economia della Salute, che per tre giorni hanno animato le Ville Ponti coinvolgendo cittadini, operatori e famiglie sui temi della salute e della sicurezza. L’ultimo appuntamento è stato interamente dedicato alla prevenzione, con un’ampia partecipazione di pubblico.
Protagonista della giornata il Villaggio della Salute, allestito al primo piano della villa, dove numerose realtà del territorio hanno proposto attività pratiche e momenti informativi con un duplice obiettivo: promuovere corretti stili di vita e diffondere le conoscenze di base per affrontare le emergenze. Un’iniziativa che ha trasformato la teoria in esperienza diretta, avvicinando i cittadini alle pratiche di primo soccorso.
Tra i principali attori, l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza della Lombardia (AREU), presente con medici, infermieri e autisti soccorritori dell’Articolazione Territoriale di Varese. Le attività, calibrate per tutte le fasce d’età e con particolare attenzione ai più piccoli, hanno coinvolto il pubblico anche grazie alla collaborazione con la Centrale Unica di Risposta del Numero Unico di Emergenza, illustrando il funzionamento della rete dei soccorsi a partire dalla chiamata al 112.
«È un cambio culturale che deve partire fin dalle giovani generazioni – spiega Sabina Campi, direttore della AAT 118 di Varese – perché tutti possono essere parte della catena del soccorso. La sicurezza e il primo soccorso devono diventare patrimonio di tutti, a partire dalle nuove generazioni. Ognuno può fare la differenza: sapere cosa fare nei primi minuti di un’emergenza può cambiare il destino di una persona».
Durante la giornata numerosi cittadini si sono messi alla prova con le dimostrazioni pratiche: dal massaggio cardiaco all’utilizzo del defibrillatore, fino alle manovre di disostruzione delle vie aeree, sia in ambito pediatrico sia negli adulti. «Ci ha colpito molto la partecipazione – prosegue Campi – vedere persone di tutte le età fermarsi, provare, imparare. È fondamentale superare la paura di intervenire: oggi le linee guida sono chiare e l’uso del defibrillatore è sicuro anche per chi lo utilizza per la prima volta. Il rischio di non fare nulla, in caso di arresto cardiaco, è di gran lunga superiore».
Attraverso queste iniziative, AREU rafforza il proprio impegno nella diffusione della cultura del soccorso, contribuendo a costruire una comunità più consapevole e preparata. Un messaggio chiaro, ribadito nel corso dell’evento: «gesti semplici, alla portata di tutti – conclude la dottoressa Campi – possono salvare una vita in attesa dell’arrivo dei soccorsi».
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