Bergamo | 10 Gennaio 2026

Soccorso in montagna: Bergamo ospita le best practice per gestire emergenze complesse

Il convegno “Il paziente ipotermico e la valanga” ha riunito esperti sanitari e soccorritori alpini per un approccio integrato alle emergenze in vista delle olimpiadi Milano-Cortina

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Condividere protocolli, algoritmi e competenze per gestire emergenze complesse in montagna: è questo l’obiettivo del convegno “Il paziente ipotermico e la valanga: gli algoritmi EBM, la realtà tecnico-operativa, la rete delle strutture di soccorso e trattamento, i principi bioetici”, che si è svolto oggi presso l’Auditorium “Parenzan” dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra sistema sanitario, elisoccorso e Soccorso Alpino, in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione e valorizzare un approccio integrato alla gestione delle emergenze in ambiente montano. Al tavolo dei relatori si sono alternati figure di rilievo del settore sanitario e del soccorso alpino, tra cui Francesco Locati (ASST Papa Giovanni XXIII), Alberto Zoli (ASST Niguarda), Massimo Lombardo (AREU), Angelo Giupponi (Elisoccorso AREU) e Luca Lorini (Dipartimento Emergenza-Urgenza ASST Papa Giovanni XXIII), oltre a rappresentanti dei Soccorsi Alpini lombardo e veneto, responsabili dei 118 regionali, il presidente della Società Italiana di Medicina di Montagna Giacomo Strapazzon, il presidente della Consulta Nazionale di Bioetica Maurizio Mori e il nivologo Fabiano Monti.

«Abbiamo accolto con grande interesse l’invito a partecipare all’organizzazione di questo convegno – ha dichiarato il Direttore Generale di AREU, Massimo Lombardo – perché, a pochi giorni dall’avvio delle Olimpiadi di Milano-Cortina, ha rappresentato un’occasione concreta per confrontarci su temi che accomunano tutte le realtà che operano lungo l’arco alpino, anche oltre il versante italiano. Il valore di questo incontro sta nella possibilità di mettere a fattor comune modalità di intervento in scenari particolarmente complessi, come quelli legati alle valanghe, condividendo protocolli e algoritmi e rafforzando una visione sempre più unitaria del soccorso».

«La collaborazione con il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è da tempo strutturale e quotidiana – ha aggiunto Lombardo – non solo nelle attività di elisoccorso, ma anche in vista dell’impegno congiunto che vedrà il Soccorso Alpino parte integrante delle équipe operative nelle Venue Olimpiche».

Il convegno, organizzato da HEMS Association con Dolomiti Emergency, Soccorso Alpino e Speleologico Lombardo e Veneto, EURAC Research e Società Italiana di Medicina di Montagna, ha ricevuto il patrocinio di ASST Niguarda, ASST Papa Giovanni XXIII e dell’Agenzia Regionale di Emergenza Urgenza della Lombardia (AREU).

Questo evento ha confermato l’importanza di un approccio integrato e multidisciplinare nella gestione delle emergenze in montagna, fondato sulla collaborazione tra istituzioni sanitarie, elisoccorso, Soccorso Alpino e mondo della ricerca. La condivisione di esperienze, evidenze scientifiche e best practice operative rappresenta un elemento chiave per rafforzare la capacità di risposta del sistema di emergenza-urgenza e garantire la sicurezza delle persone, anche in vista delle sfide dei prossimi anni nei territori alpini.

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