Da vent’anni residente in paese, ex vicesindaco (ha rassegnato le dimissioni nel corso della legislatura che sta volgendo al termine), fondatore del progetto che ha ridato vita dopo tempo alla pro loco. Sono questi alcuni dei tratti biografici che introducono il Mario Spelta cittadino e quello che ha scelto di scommettere nuovamente sul proprio ruolo all’interno della politica locale dopo un’esperienza non andata a buon fine.
Classe 1963, agente di commercio, Spelta è l’aspirante primo cittadino alla guida della lista civica “Besano per Te”, composta da professionisti e altri volti noti del paese, tra cui esponenti dell’attuale opposizione.
Abbiamo rivolto al candidato sindaco quattro domande finalizzate a raccogliere spunti sulla Besano di oggi e su quella che il gruppo ha in mente per il prossimo quinquennio, in vista della chiamata alle urne del 3 e 4 ottobre. Di seguito l’intervista. Per consultare il programma elettorale di Besano per Te, in forma integrale, cliccare qui.
In un passaggio iniziale della vostra proposta programmatica compare il riferimento ad una carenza di servizi essenziali che condizionerebbe la qualità della vita sotto diversi aspetti. Quali sono le carenze secondo lei più pesanti?
Nel programma elettorale di cinque anni era presente come obiettivo quello di aiutare le attività commerciali del posto. Un obiettivo che poi non si è realizzato e oggi attività e servizi presenti si sono dimezzati, non soltanto a causa della pandemia. Abbiamo perso la banca, e quindi anche lo sportello bamcomat, la posta ha diminuito i propri orari, sono diminuiti i medici di base, la sola edicola che avevamo ha chiuso i battenti. E’ vero che non si tratta di questioni dipendenti dalla diretta responsabilità del sindaco e della sua giunta, ma riteniamo che dal Comune sia mancato quello sforzo per favorire una soluzione alternativa a quella più drastica. E’ così che abbiamo perso alcuni importanti servizi. La nuova amministrazione dovrà impegnarsi per favorirne la riattivazione.
A proposito invece di servizi che ci sono e riguardano l’ambito strettamente sanitario, il programma di Besano per Te ha come ambizione quella di creare un unico polo ambulatoriale. Come si realizza economicamente un obiettivo di questo genere?
Lo sforzo non è tanto economico, quanto organizzativo. E’ possibile creare una collaborazione tra medici attraverso un unico studio, come accade in comuni limitrofi dove i medici hanno meno carichi organizzativi grazie alla presenza di una segretaria all’interno degli spazi che condividono. Qualcosa di simile è già stato fatto per quanto concerne l’ambulatorio pediatrico ma il concetto, dal nostro punto di vista, va esteso. Se vogliamo inquadrare il tutto a livello strutturale, abbiamo a disposizione un luogo come Villa Azzurra in cui già sono presenti due ambulatori molto ampi che potrebbero essere sfruttati in maniera completamente diversa.
Lei fa parte del gruppo da cui è nato il progetto della nuova pro loco. Cosa vede nel futuro delle associazioni di Besano?
In principio la mia volontà di prendere parte ad un impegno politico si è formata proprio attorno a quest’ambito, quello della condivisione e della vita sociale. Vivo a Besano da molto tempo, con il passare degli anni abbiamo perso delle tradizioni che devono essere ritrovate. Le abbiamo ristabilite in parte attraverso la rinascita della pro loco, ma il lavoro non è finito. Abbiamo gli alpini, gruppo di cui faccio parte, abbiamo una polisportiva molto valida a livello giovanile, io stesso mi sono occupato di sport e giovani, attraverso il basket, per parecchio tempo. Mi piace ricordare a questo proposito una festa organizzata nell’estate del 2019 con tante associazioni locali attive nell’ambito dello sport praticato da atleti diversamente abili. Fu un vero successo per tutto il territorio. Un successo frutto di una collaborazione che deve tornare ad animare le nostre iniziative. Sul tema dell’associazionismo vorremmo inoltre impegnarci nella creazione di un gruppo di protezione civile che oggi Besano non possiede. Tra i nostri candidati consiglieri c’è Rosario Galizia, vigile del fuoco in pensione, dotato delle capacità e delle competenze per orientare le nostre scelte in questo campo.
Nel capitolo del vostro programma riguardante il turismo c’è il riferimento ad una volontà di rilancio anche a livello occupazionale. Come si articola nel concreto?
Prima di tutto attraverso le competenze per muoversi tra i bandi regionali, statali ed europei, e noi abbiamo la fortuna di poter contare sull’esperienza di due candidati consiglieri come l’avvocato Piras e il dottore in economia Festa. In altre parole si tratta di guardare ad ogni possibile fonte di introiti da investire poi all’interno del paese, ad esempio per rendere Besano nuovamente attrattiva agli occhi di chi vuole investire in una nuova attività e in fase iniziale ha bisogno di certezze e sostegno da parte dell’ente pubblico. Nei nostri ragionamenti sul tema non possiamo fare a meno di citare l’esempio di Porto Ceresio, paese per certi aspetti simile al nostro ma molto più vivo per quanto concerne le attività commerciali, i bar, i ristoranti. Dobbiamo puntare a quello standard per lasciarci alle spalle l’immagine del paese dormitorio. Abbiamo poi risorse preziose che possono essere spese sia in ambito turistico che occupazionale. Mi riferisco al nostro museo, al sito archeologico, al monte San Giorgio, patrimonio dell’Unesco. Nei primi due casi sappiamo di poterci fidare delle competenze di un altro candidato consigliere del gruppo, la dottoressa Paola D’Agostino, paleontologa esperta e molto preparata, che in passato ha già lavorato sugli scavi archeologici di Besano. Il museo sorge inoltre all’interno del centro storico, per il quale abbiamo messo a punto un progetto viabilistico che punta alla sua accessibilità e valorizzazione. Tornando al monte San Giorgio, c’è un altro richiamo del passato che rappresenta per noi una fonte d’ispirazione: la cosiddetta ‘camminata sotto l’orsa’ che portava in paese appassionati provenienti da tutto il territorio, i quali si cimentavano con le prove sportive allestite lungo i sentieri. Queste peculiarità non sono mai state sfruttate per il loro reale potenziale. Vogliamo cambiare le cose.
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