Esercizio abusivo della professione è il reato contestato al titolare della farmacia di Grantola, a processo per una vicenda legata al ruolo di una assistente, assunta per una mansione – quella di magazziniere – ma poi destinata a tutt’altro compito.
Per lo stesso motivo, e in rapporto al medesimo capo d’imputazione, la donna fu prima indagata e poi condannata per l’attività svolta sul posto di lavoro nonostante l’assenza dei requisiti per farlo (a cominciare dalla mancanza dell’abilitazione riconosciuta dallo Stato).
Ora, come si apprende dalle pagine del quotidiano La Prealpina, un ulteriore processo, in corso presso il tribunale di Varese, è finalizzato a chiarire il ruolo del titolare della farmacia del borgo. Il dibattimento ha preso il via, davanti al giudice Alessandra Sagone, con la testimonianza dei due finanzieri che, in fase di indagine, notarono la presenza della dipendente dietro il bancone, dove distribuiva i farmaci anche in assenza del titolare.
“Parole, queste ultime, determinanti per la difesa – si legge ancora, in conclusione, sul quotidiano locale – che punta a dimostrare l’assoluta estraneità del farmacista, secondo il quale non fu lui a dare l’ordine alla commessa di consegnare le medicine ai clienti”.
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