Luino | 16 Giugno 2021

Luino, Giudice di Pace: “L’impegno per potenziare l’ufficio non si ferma”. Il Comune ribadisce le priorità

Un inconveniente ha riportato in primo piano le criticità legate alla carenza di personale. Il futuro passa da un bando, dalla formazione e dall'unione tra i sindaci

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Il rinvio e la ricalendarizzazione delle udienze sono provvedimenti sempre dietro l’angolo nella ordinaria gestione di un tribunale, tanto nelle grandi città quanto nei contesti periferici. Un episodio avvenuto a Luino, presso l’ufficio del Giudice di Pace, due settimane fa, ha però riportato in primo piano il tema della efficienza e della tutela del presidio, importante non solo per il paese lacustre ma per tutto il territorio dell’alto Varesotto.

Si è trattato di una situazione davvero straordinaria, viene sottolineato da Palazzo Serbelloni, la prima del genere negli ultimi due anni. Ma il disagio ad ogni modo c’è stato, ha messo in evidenza una mancanza e ha lasciato dietro di sé degli interrogativi da affrontare. L’assenza non prevista, ma giustificata, dell’assistente giudiziario ha impedito lo svolgimento di buona parte delle udienze – che in via Asmara sono circa una dozzina a settimana per la sezione penale – costringendo al rientro anticipato avvocati, testimoni e imputati che avevano ricevuto la convocazione per quella stessa mattinata.

Sul posto non è giunto nessun sostituto, perché l’ufficio non ne è provvisto. Tra i collaboratori del giudice Davide Alvigini è presente infatti un solo cancelliere, che può essere rimpiazzato da uno degli altri due operatori presenti – come è avvenuto nel caso specifico – ma solo per una parte delle mansioni svolte, che sono fondamentali e includono tutti gli adempimenti che precedono e seguono i provvedimenti giudiziari. Tra questi c’è anche la verbalizzazione durante le udienze.

Il Comune è a conoscenza di condizioni e criticità, avendo ereditato la gestione del presidio diversi anni fa, dopo che l’approvazione della spending review nel 2012 aveva messo gli enti locali davanti a un bivio, a seguito della decisione del governo di revisionare, attraverso significativi tagli, le circoscrizioni giudiziarie: “Mantenendo attivo l’ufficio del Giudice di Pace sarete voi amministrazioni ad acquisire l’onere di tenere in piedi la struttura nelle zone individuate per la rimozione”. Questo, in sintesi, il senso della misura. E l’amministrazione luinese, all’epoca guidata dal sindaco Andrea Pellicini, accettò l’impegno per non privare la comunità di un filo diretto con la giustizia, considerando la prossimità un fattore di vitale importanza per le istanze dei cittadini.

Un impegno che con il cambio di giunta dello scorso settembre l’amministrazione Bianchi ha confermato di voler portare avanti. Nei fatti – scongiurando un nuovo rischio chiusura ad inizio anno – e nella definizione di nuove modalità di intervento per migliorare l’organico. Modalità ribadite e chiarite alla luce di quanto recentemente avvenuto. Prima di parlare delle soluzioni, occorre però precisare quello che ad oggi, sotto il profilo gestionale, è lo sforzo che il Comune affronta per garantire il funzionamento della sede. Il costo annuale per le casse di Palazzo Serbelloni è di circa 90 mila euro, quota destinata a crescere considerando che, secondo le previsioni attuali, la sede della Comunità montana Valli del Verbano, situata nel medesimo edificio, dovrebbe cambiare nell’arco di due anni. A trasferimento avvenuto, il Comune dovrà sobbarcarsi altre spese – oggi in capo all’ente montano – tra riscaldamento, pulizia e manutenzione.

Al capitolo dei costi si aggiunge quello delle competenze, divise in modo ancora frammentario tra uffici comunali e ministeriali. I primi a risentire di questa disorganicità sono i dipendenti (assistenti e operatori giudiziari), spesso trascurati per quanto concerne la valutazione del rendimento, i passaggi di carriera, la formazione. In questo senso i percorsi da avviare sono molteplici. In cima alla lista per l’amministrazione ci sono le pratiche da espletare affinché l’operatore giudiziario possa sostituire in modo ottimale il cancelliere in caso di necessità. Portare a Luino un secondo assistente, anche solo periodicamente, potrebbe inoltre contribuire ad un alleggerimento dei carichi di lavoro (la via della mobilità interna è già stata battuta ma nessuno si è reso disponibile).

Il tutto si collega all’attività formativa, rispetto alla quale è forte l’esigenza di tornare ad investire, per evitare che precisione ed affidabilità restino vincolate esclusivamente all’esperienza “sul campo”. “Abbiamo aderito ad un bando di Regione Lombardia dedicato agli uffici di prossimità – spiega il vicesindaco Antonella Sonnessa – incentrato proprio sui temi della formazione e delle assunzioni, e il Giudice di Pace rientra nella categoria delle strutture che potranno beneficiare dei finanziamenti. Abbiamo superato le prime selezioni e siamo fiduciosi. La questione è complessa ma continueremo a lavorare intensamente per difendere il presidio, consapevoli dell’importanza che ricopre”.

Fa ben sperare infine il segnale di apertura giunto da diversi comuni del territorio (sono ventiquattro quelli che appartengono alla circoscrizione dell’ufficio, tra Valtravaglia, Valceresio e Valmarchirolo) per contribuire al mantenimento delle spese. Meccanismi e dettagli procedurali sono in fase di accertamento. Non ha invece bisogno di conferme la volontà dei sindaci dell’alto Varesotto di unire le forze per proteggere il servizio e la sua funzione.

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