EMERGENZA CORONAVIRUS (ATTIVITÀ APERTE E CONSEGNE A DOMICILIO ) Segnalaci la tua attività Guarda tutte le attività
Lavena Ponte Tresa | 11 Giugno 2021

Lavena Ponte Tresa, non c’è pace per i condomini: 61enne a processo

L'uomo è accusato di minacce ai danni di un altro residente. "Liti che proseguono da anni, situazione da non sottovalutare"

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Quando si parlava della gestione dell’energia elettrica, l’equilibrio nei rapporti tra i condomini veniva puntualmente stravolto. Quell’argomento, ancora oggi, è motivo di dissapori tra vicini di casa, tutti residenti in una palazzina sita a Lavena Ponte Tresa. Per due di loro le continue litigate hanno portato ad una denuncia per minacce e ad un processo ora in corso davanti al Giudice di pace di Luino.

I fatti risalgono al 2015 ma sono “strettamente attuali”, ha spiegato in aula l’avvocato della parte civile, Marco Zanzi, in riferimento a ciò che anche oggi guasta la pacifica convivenza, a distanza di diversi anni dalle prime avvisaglie.

Tutto era iniziato durante un incontro informale tra due residenti, un sessantacinquenne (oggi parte offesa nel procedimento) e un sessantunenne (l’uomo che è stato denunciato). Stando ad alcune voci giunte all’attenzione del primo, il secondo utilizzava in maniera illecita la corrente elettrica. L’origine di tutti i dissidi, ha raccontato un testimone, socio della agenzia immobiliare che ha venduto gli appartamenti, anch’egli presente a quell’incontro, è da attribuire ad una presa situata lungo una superficie (un “corridoio”) che, secondo le planimetrie, risulterebbe essere una proprietà esclusiva di un singolo condomino, il sessantacinquenne, che per impedire l’accesso di altri soggetti aveva deciso di installare due porte blindate, una per lato.

Quelle porte erano poi state fatte rimuovere, su intervento del Comune, perché considerate chiusure abusive. Erano poi state rimpiazzate, dalla medesima persona, con un cancelletto. Ancora una volta allo scopo di bloccare l’ingresso. Tornando a quell’incontro, l’accusa di sottrarre illecitamente la corrente aveva fatto scattare un putiferio, erano volate parole da entrambe le parti, fino alla presunta minaccia (“ti butto nel lago”), ma poi il tutto si era risolto con il rientro a casa dei due.

Lo scontro verbale, però, aveva condotto a nuovi litigi, accuse incrociate, altri momenti di tensione. E anche ad una querela (poi ritirata) per stalking. Oggi, ha affermato l’avvocato di parte civile, il contesto quotidiano è quello di un condominio afflitto da numerosi problemi, teatro di episodi per i quali sono in corso ulteriori procedimenti legati a presunte truffe, abusi edilizi, altre minacce. Una lista di fatti e comportamenti “sufficiente, di per sé, a suggerire la necessità di non sottovalutare gli screzi”, né le parole pesanti dettate dall’ira. L’imputato in aula ha rinunciato all’esame. La sentenza è attesa per l’inizio di luglio.

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127