EMERGENZA CORONAVIRUS (ATTIVITÀ APERTE E CONSEGNE A DOMICILIO ) Segnalaci la tua attività Guarda tutte le attività
Stresa | 11 Giugno 2021

Funivia di Stresa, si cerca la verità negli smartphone e nei computer degli indagati

La procura ha disposto gli accertamenti irripetibili sugli apparecchi digitali per chiarire la posizione di Nerini e Perocchio. Il piccolo Eitan ha lasciato l'ospedale

Tempo medio di lettura: 2 minuti

(Foto di copertina dal sito vconews.it) In attesa della rimozione della “cabina tre” dal luogo dello schianto, situato nella zona di bosco impervia che sorge sotto l’impianto della funivia Stresa – Mottarone, l’attività della procura di Verbania si concentrerà a breve sul contenuto di smartphone e computer appartenenti alle tre persone indagate per la strage dello scorso 23 maggio.

Gli accertamenti tecnici non ripetibili sui dispositivi precederanno dunque quelli sui resti della cabinovia che, come si è appreso all’inizio della settimana, verranno prelevati e messi al sicuro, all’interno di un magazzino, solo dopo un’attenta preparazione del terreno circostante, affinché nulla ostacoli il trasporto della carcassa in elicottero, una procedura definita complessa e particolarmente delicata dagli esperti dei vigili del fuoco.

Tramite chat e file custoditi dai cellulari e dai computer, così come dagli altri apparecchi digitali in uso al caposervizio Gabriele Tadini, al gestore della funivia Luigi Nerini e al direttore d’esercizio Enrico Perocchio, gli inquirenti sperano di risolvere in via definitiva i dubbi sul fatto che Nerini e Perocchio (che a differenza di Tadini non hanno ammesso alcuna responsabilità in merito alla tragedia) fossero realmente a conoscenza delle condizioni in cui viaggiava la cabina. E quindi se vi fosse o meno un tacito accordo tra i tre sull’utilizzo dei “forchettoni”. Un accordo, secondo la procura, dettato esclusivamente da interessi economici: rinviare una costosa manutenzione per risolvere alcune anomalie che bloccavano di frequente l’impianto, aggirando le anomalie stesse mediante l’inibizione del sistema di frenata in caso di emergenza, nella convinzione che non sarebbe mai stato necessario farvi ricorso.

All’inizio della prossima settimana, come riporta il quotidiano La Prealpina, verranno nominati i consulenti che rappresenteranno gli interessi delle parti coinvolte (i familiari delle vittime e i tutori del piccolo Eitan, unico sopravvissuto all’incidente mortale) in sede di accertamenti. Per quanto riguarda invece le forti polemiche sulla decisione del presidente del tribunale di Verbania, Luigi Montefusco, di sostituire il gip Donatella Banci Buonamici, colei che aveva disposto la scarcerazione di Nerini e Perocchio, per via delle perplessità sul loro reale coinvolgimento nella vicenda, il comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura, nelle scorse ore, ha annunciato la volontà di accogliere la richiesta – presentata dai membri togati Sebastiano Ardita e Nino Di Matteo – di procedere con una valutazione sulla correttezza del provvedimento.

Intanto Eitan, sempre nella giornata di ieri, è stato dimesso dall’ospedale pediatrico “Regina Margherita” di Torino, grazie al progressivo miglioramento delle sue condizioni. “Un vero miracolo”, per i medici che lo hanno curato e che gli hanno salvato la vita. La sua prognosi è di sessanta giorni. Proseguirà la convalescenza nel Pavese, presso l’abitazione degli zii, gli unici parenti che gli sono rimasti, insieme ai nonni, dopo il dramma che ha devastato la sua famiglia. Di quel dramma Eitan è già a conoscenza. Il racconto di quanto accaduto ai suoi genitori e al fratellino è stato affidato, con tutta la delicatezza del caso, ad un team di psicologi. Le stesse persone che continueranno a stargli accanto e a lavorare sulle sue ferite psicologiche anche fuori dall’ospedale.

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127