EMERGENZA CORONAVIRUS (ATTIVITÀ APERTE E CONSEGNE A DOMICILIO ) Segnalaci la tua attività Guarda tutte le attività
Luino | 24 Maggio 2021

Luino, dieci anni senza Guido Petter: “Dedichiamo un settore della biblioteca alle sue opere”

La proposta arriva dal professor Emilio Rossi, che nel celebrare l'anniversario ricorda l'immensa produzione dello psicologo e accademico originario di Colmegna

Tempo medio di lettura: 3 minuti

(A cura del professor Emilio Rossi)  Dieci anni fa, il 24 maggio 2011, ci lasciava per sempre Guido Petter, una figura prestigiosa nel mondo della cultura, soprattutto per quanto riguarda la ricerca in campo psicopedagogico.

Aveva preannunciato la sua partecipazione ad un convegno organizzato dall’ANPI, con il patrocinio della Provincia, della Comunità Montana, dei comuni di Luino, Maccagno, Germignaga e Brezzo di Bedero, a Palazzo Verbania, l’8 Ottobre di quello stesso anno, ma un malore improvviso aveva posto fine ad un’esistenza operosa anche in tarda età.

Il tema che costituisce quasi un testamento dello studioso è contenuto in un documento elaborato a conclusione di un convegno organizzato daIl’Istituto Pedagogico della Resistenza di Milano, il 23 febbraio 2011, dal titolo “Una pedagogia della costituzione e della Resistenza”. Petter vi ribadisce la necessità di difendere con intrepido ardimento i valori contenuti nella nostra Costituzione repubblicana. «Occorre, infatti, – afferma – un atteggiamento di costante attenzione a ciò che accade sia nell’ambiente vicino sia nel più vasto mondo, accompagnato dalla capacità di indignarsi ogni volta che dei valori vengono violati, negati, calpestati, ogni volta che viene compiuta un’ingiustizia o una sopraffazione, anche quando tali violazioni o ingiustizie non colpiscono direttamente noi o le persone che ci sono vicine».

Ma chi è Guido Petter? Nato a Colmegna il 20 aprile 1927, Petter frequenta l’Istituto Magistrale Virgilio di Milano. Nell’estate 1944, si avvicina via via al movimento di Resistenza partigiana, prima in un gruppo clandestino di Milano e poi, in inverno, raggiungendo le formazioni che operano sul lago d’Orta.

A diciotto anni, affronta valorosamente le brigate nere, prima in una raccogliticcia formazione giovanile aggregata alla Divisione Garibaldi «Mario Flaim» con il nome di battaglia di «Nemo-Tre» e poi nella «X Rocco» col nome di «Renzo». Petter racconterà la sua esperienza di giovane partigiano nel libro “Che importa se ci chiaman banditi” (Giunti Marzocco), vincitore del Premio Bancarellino 1996. Sempre modulato sullo stesso tema, il libro successivo, “Sempione 1945, il salvataggio della galleria” (Interlinea, collana “Gli Aironi”). Anche qui viene descritta l’impresa straordinaria di un gruppo di partigiani che riesce con un piano audace e sorprendente nell’impresa di sminare la galleria fra l’Italia e la Svizzera, imbottita di tritolo dai tedeschi per farla saltare e impedirne l’uso agli alleati.

Il primo romanzo per ragazzi, evocativo del clima drammatico di quella stagione bellica, era stato però pubblicato nel 1972, col titolo “Ragazzi di una banda senza nome” (Giunti, collana Supergru), una vicenda ambientata nella nativa Colmegna, con una forte presenza di elementi autobiografici. I personaggi, che somigliano molto ai suoi compagni d’infanzia, sperimentano una prima forma di aggregazione in bande. I componenti rispettano però regole e compiti condivisi, si allenano con armi improvvisate, costruiscono ripari, perlustrano il territorio, inventano un codice segreto e imparano ad essere solidali l’uno con l’altro. Ben presto però dovranno cimentarsi nella tragica realtà di una vera guerra.

Dopo una proficua esperienza di insegnamento nella scuola elementare e presso il Convitto Rinascita di Milano, nel 1958, si dischiude per Petter una brillante carriera universitaria che gli consente di esercitare il suo alto magistero sulla cattedra di Psicologia dello Sviluppo presso l’Ateneo di Padova.

Oggi Petter è unanimemente considerato il maggiore studioso di Jean Piaget. Numerosissime le sue pubblicazioni sulle quali si sono formate intere generazioni di operatori scolastici e di psicologi. Nel 2005 viene insignito dal presidente della Repubblica Ciampi della medaglia d’oro per le sue alte benemerenze nel campo della cultura e dell’arte.

Sempre solare e pieno di entusiasmo per il suo lavoro, tornava spesso a Colmegna a visitare le sorelle Erminia e Piera per le quali nutriva un grande affetto. Si era occupato anche di senilità a conclusione del suo itinerario di ricerca nel libro “Per una verde vecchiaia” (Giunti). Un invito a mantenere in ogni stagione della vita una varietà di interessi, una mente duttile e aperta alle novità, un comportamento operoso e socialmente impegnato.

Rallentare un declino inevitabile è possibile, rinnovando ogni giorno la gioia di vivere nella consapevolezza di poter essere ancora utili agli altri.
L’ANPI, in collaborazione con il Liceo «Vittorio Sereni» e l’ISIS «Città di Luino – Carlo Volonté» aveva programmato un convegno di studio sulle opere di carattere psicopedagogico e di narrativa di Petter, ma la pandemia in corso non ha permesso la sua realizzazione.

Chi volesse comunque approfondire la conoscenza di questo nostro concittadino, potrà visionare sul sito www.anpiluino.it il filmato realizzato sulla base della biografia scritta dalla prof.ssa Franca Tessari, collaboratrice per tanti anni di Petter nell’ateneo di Padova, e pubblicata a cura di ANPI Luino. Sarebbe inoltre auspicabile che la biblioteca di Luino dedicasse un settore alla copiosa produzione saggistica e di narrativa di Petter, degno di essere annoverato tra i nomi illustri che hanno accresciuto il prestigio della nostra città.

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127