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Luino | 21 Maggio 2021

Intitolata a Roberto Riva la sala bar del CFP di Luino: “Un maestro di professione e di vita”

In tanti, ieri, hanno ricordato la figura del professore scomparso un anno fa, esempio di passione e dedizione al suo lavoro e a tutti i suoi studenti

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Una giornata densa di emozioni quella di ieri, giovedì 20 maggio, al CFP di Luino dove non è stato inaugurato solamente il nuovo laboratorio di cucina per gli allievi dei corsi PPD, ma è stata ricordata, tramite l’intitolazione della sala bar, anche la figura del professor Roberto Riva, l’amato insegnante la cui scomparsa avvenuta nel maggio dello scorso anno ha addolorato studenti, colleghi e tutti coloro che, negli anni, lo hanno conosciuto e stimato.

Per questa particolare e sentita occasione sono intervenuti nella sede luinese dell’Agenzia Formativa della Provincia di Varese la presidente Rosa Ferrazzi, il nuovo direttore generale Salvatore D’Arrigo e l’ex direttore Giuseppe Millefanti, gli altri componenti del consiglio di amministrazione – l’ex assessore della cittadina lacustre Alessandra Miglio e Salvatore Giordano –, il consigliere provinciale delegato alla Formazione Professionale Mattia Premazzi e la moglie di Riva, Nadia Paganini.

Dopo un breve tour nei laboratori della scuola, con una breve sosta in quello dedicato al corso per Operatori del Legno e la presentazione della sopracitata cucina accessibile realizzata per dare gli allievi con disabilità uno spazio completamente dedicato a loro, l’aula magna del CFP ha ospitato il momento decisamente più toccante della mattinata, al quale – nel rispetto delle distanze previste – ha preso parte anche una rappresentanza di studenti e del personale scolastico.

“È bello vedere come i ragazzi e i docenti abbiano voluto essere presenti – ha commentato la presidente Ferrazzi – perché Roberto Riva è una persona che ha lasciato il segno in questa scuola per tutto il suo impegno. Ho avuto poche occasioni per conoscerlo personalmente, anche se in queste occasioni mi sono subito resa conto della dedizione e di quanto credesse nel suo lavoro e della sua capacità di trasmetterlo ai giovani”.

Con l’intitolazione di questa sala, ha poi affermato Alessandra Miglio, “vogliamo ringraziare un insegnante che ha portato il nome della nostra scuola nel mondo: alcuni dei suoi allievi sono nei migliori alberghi anche all’estero e sono motivo di orgoglio per noi. Questo insegnante è stato un maestro, perché ha trasmesso insieme al mestiere la passione e ha dato ai ragazzi gli strumenti per coltivare e far crescere i loro talenti, anzitutto col suo esempio. La classe e l’eleganza che lo caratterizzavano si manifestavano anche nei ragazzi”.

La figura di Riva è davvero emblematica e questo emerge in maniera evidente sia dalle parole di chi ha avuto la possibilità di conoscerlo sia in quelle di chi, come il nuovo direttore dell’Agenzia Formativa D’Arrigo, ha potuto farlo solamente tramite le testimonianze che gli sono state raccontate e che, in ogni caso, sono state sufficienti a esprimere l’importanza che l’insegnante di Sala-Bar ha avuto per la scuola luinese. Importanza confermata anche dal consigliere provinciale Premazzi, che ha voluto condividere un ricordo personale: “Nell’unica occasione in cui ho potuto conoscere il professor Riva, ci ha insegnato a preparare un cocktail in mezzo ai suoi ragazzi che prendevano appunti e, in quell’occasione, anche noi abbiamo capito cosa c’è dietro al gesto di bere un aperitivo. In ogni gesto, in ogni ingrediente, in ogni strumento c’è tutta una passione. Mi è piaciuto così tanto che ho comprato cinque copie del suo libro e le ho regalate ad alcuni amici”.

E proprio due copie di La filosofia del cocktail, espressione di una “cultura straordinaria unita alla capacità di tradurla in un mestiere”, come ha affermato il responsabile del CFP luinese Silvano Zauli, sono state donate alla presidente e al direttore dell’Agenzia Formativa, mentre altre sono state lasciate proprio nel laboratorio di Sala-Bar con l’intenzione di farle diventare un’opportunità costante di arricchimento culturale per gli studenti. “Tutti i ragazzi – ha sottolineato Zauli – sanno che Roberto era un insegnante severissimo, che sapeva anche essere estremamente ruvido, però alla fine aveva un garbo e una grazia straordinaria e riusciva a miscelare queste due cose diverse proprio come se fossero un cocktail. Era questo il grande talento di Roberto: il fatto che fosse un maestro, che riusciva a trasmettere un sapere che non era banale. Roberto non può essere imitato, ma ha dato a tutti un modello cui tendere, ai suoi allievi e a chi lo ha sostituito, e credo che per tutte queste persone sia un privilegio”.

Grande l’emozione del docente di Cucina Moreno Tosi, che nel ricordare un collega e un amico fraterno non ha frenato la commozione: “Per me c’è ancora adesso. Era come un padre, posso solo dirgli grazie”. Lo stesso sentimento, quello di una sorta di “paternità spirituale”, espresso da Lara, che ha ricordato il professor Riva a nome di tutti gli studenti e che ha concluso la serie degli interventi leggendo la bella lettera scritta dalla moglie Nadia. È stata proprio lei, infine, a scoprire la targa commemorativa – tanto essenziale nell’aspetto, quanto densa di significato – apposta all’ingresso della sala Bar.

Un piccolo buffet nel cortile esterno della scuola e un pranzo nella sala Bar, entrambi allestiti con estrema cura dagli studenti nel rispetto delle normative anti-Covid, hanno posto fine alla giornata permettendo agli ospiti di vedere all’opera e di gustare le prelibatezze realizzate dagli allievi del corso di Ristorazione.

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