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Masciago Primo | 20 Maggio 2021

Masciago Primo, “Fronte comune di sindaci e forze dell’ordine contro lo spaccio nei boschi”

La richiesta arriva dal consigliere di minoranza Matteo Bariani a seguito delle ripetute segnalazioni dei residenti. "La comunità chiede maggiori controlli"

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Sono passati più di tre mesi da quando gli amministratori di Masciago Primo e alcuni membri del collettivo “Strade Pulite” si sono dati appuntamento all’ingresso dei boschi che circondano il piccolo borgo della Valcuvia. Un incontro voluto per mandare un chiaro messaggio di sensibilizzazione in rapporto al presidio del territorio e alla tutela della comunità locale dal fenomeno dei bivacchi dello spaccio.

Oggi la questione ritorna, più attuale che mai, sotto forma di un appello lanciato in assemblea a Masciago da uno dei promotori di quella iniziativa di fine febbraio, il consigliere di minoranza Matteo Bariani, che ai colleghi amministratori e al sindaco del paese, Marco Magrini, ha chiesto di lavorare per favorire un rafforzamento delle attività di controllo finalizzate a cacciare gli spacciatori dai boschi.

Perché proprio ora? “Perché questi fenomeni, che teniamo sotto costante monitoraggio, non si sono mai fermati – risponde Bariani -. Le segnalazioni dei residenti sono costanti e tra loro inizia anche a farsi largo un senso di sfiducia, dato dalle difficoltà nel porre un argine a quello che succede sotto le nostre montagne”.

Tra Masciago e Ferrera – ma il discorso può essere esteso alla Valganna e a diversi altri paesi della Valcuvia – c’è chi vede, chi denuncia e purtroppo anche chi si ritrova, involontariamente, in situazioni di pericolo. I pusher non mollano il colpo, nemmeno davanti agli accampamenti smantellati dai carabinieri e al rischio di essere colti in flagranza di reato, anche se la morfologia del bosco diventa spesso un valido alleato su cui contare al fine di ritagliarsi vie di fuga o individuare nuove zone franche dove riattivare in tempo zero il proprio business.

Certi posti sono inviolati, altri cambiano ma è tutt’altro che raro intercettare persone dal fare sospetto, intente a raggiungere lo spacciatore di turno o, viceversa, altre che entrano ed escono dai sentieri per garantire il rifornimento. Qualcuno, sempre al confine con Ferrera, è riuscito persino ad allestire una sorta di bunker sfruttando i resti della linea Cadorna e qualcun altro, preso dalla frenesia dei passaggi “dentro e fuori” all’ombra delle piante, ha lasciato dietro di sé una pistola, ritrovata non molto distante dalle abitazioni.

L’appello del consigliere è stato recepito e condiviso dal primo cittadino, e in seno all’assemblea si è deciso di coinvolgere, in un dibattito più ampio, anche gli altri sindaci della valle. Per questo il tema verrà ripreso durante una delle prossime riunioni periodiche di Comunità montana Valli del Verbano. “L’istanza verrà poi portata all’attenzione delle nostre forze dell’ordine – sottolinea in conclusione Matteo Bariani -. Nel frattempo, restiamo in attesa di capire come la nostra amministrazione intenda muoversi”.

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