Esasperati dall’inquinamento acustico, che ha spesso inizio alle prime luci del giorno, alcuni residenti di Lavena Ponte Tresa hanno avviato una raccolta firme affinché venga posto rimedio a quello che accade quotidianamente nei pressi del valico doganale che porta i lavoratori frontalieri in Svizzera.
La fila che procede a suon di clacson è un problema per i residenti della zona. Lo è da tempo, ma ultimamente il fastidio è peggiorato a causa di un secondo fenomeno, frutto delle cattive abitudini di una parte degli automobilisti.
Il tutto ha inizio lungo via Luino dove le corsie stradali in pieno centro si dividono. Qui c’è chi prende la carreggiata in direzione Brusimpiano, salvo poi “rientrare” in prossimità dell’area di sosta che sorge accanto al valico. La deviazione non serve a parcheggiare ma a riprendere poco dopo la strada che porta in Ticino, saltando una parte di coda e scatenando così la reazione di chi si trova al volante e attende di poter procedere, senza ricorrere a sotterfugi.
La sensibilizzazione dei residenti, con relativa protesta, pare aver già prodotto dei risultati, stando ai ringraziamenti comparsi sul gruppo Facebook del paese, dove alcuni utenti, nelle scorse ore, si sono rivolti al sindaco Massimo Mastromarino per esprimere soddisfazione in merito alla scelta di far intervenire sul posto i vigili, al fine di evitare che le corsie stradali vengano utilizzate impropriamente dai frontalieri con poca pazienza e troppa fretta di raggiungere il posto di lavoro.
“Il merito non è del sindaco – ha sottolineato Mastromarino – ma della polizia locale. Purtroppo l’organico e le molteplici incombenze non ci permettono ancora di fare un servizio continuativo la mattina al valico. Ma posso garantire che gli agenti hanno ben chiara la problematica e cercano di assicurare il servizio necessario”.
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