La cabina di regia tra governo e comitato tecnico scientifico deciderà nelle prossime ore il destino del coprifuoco, la misura anti Covid più discussa e criticata, attorno alla quale si concentrano le modalità di rilancio dell’economia e della attività turistica in previsione dell’estate.
L’ipotesi della rimozione dal 16 maggio, avanzata negli scorsi giorni, è sfumata. Sul tavolo del confronto ci saranno però altre date che, stando alle prime indiscrezioni, potrebbero condurre ad una svolta imminente sulla modifica degli orari. Di certo c’è che il concetto della “progressività” andrà a ricoprire un ruolo centrale nella stesura delle norme che troveranno posto nel prossimo decreto Covid.
L’idea, nel concreto, è quella di allentare le restrizioni del coprifuoco prima di giungere alla completa rimozione. Seguendo questa linea, il rientro a casa serale potrebbe essere esteso alle 23, a partire dal prossimo 24 maggio, per poi passare ad una successiva revisione (rientro alle 24) con i primi di giugno, fino a giungere – dati permettendo – alla rimozione della misura con il mese di luglio. In piena estate.
E a proposito di dati e monitoraggio della pandemia, sono attese dal tavolo tecnico importanti novità per quanto riguarda i parametri che determinano il cambio di fascia delle regioni. Dalla riunione dovrebbe infatti arrivare la conferma del passaggio al cosiddetto “Rt ospedaliero”, basato sul conteggio dei ricoveri in terapia intensiva e negli altri reparti, in sostituzione del dato sui nuovi contagi.
Tra i temi in primo piano c’è infine anche l’accessibilità degli spazi al chiuso di bar e ristoranti. La svolta potrebbe arrivare con l’inizio di giugno quando, secondo le disposizioni del decreto ancora in vigore, dovrebbero riaprire all’utenza anche le palestre.
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