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Lombardia | 18 Marzo 2021

Covid in Lombardia, “Non accettiamo la lezioncina da chi difendeva Arcuri”

A replicare ad Astuti è Emanuele Monti, consigliere regionale leghista e Presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali al Pirellone

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Astuti non perde occasione per gettare benzina sul fuoco e attaccare la Lombardia senza proporre soluzioni concrete. Oggi arriva ad invocare l’aiuto del Generale Figliulo quando, fino a ieri, difendeva con il paraocchi il commissario Arcuri, quello salito agli onori della cronaca per aver acquistato al triplo del prezzo una fornitura di mascherine. Se c’è qualche responsabile sulla vicenda dei vaccini, indossa la casacca del Partito Democratico”.

Così interviene Emanuele Monti, consigliere regionale leghista e Presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali al Pirellone, rispondendo ad Astuti sui presunti ritardi nella campagna vaccinale contro il Covid-19.

La Lombardia – ricorda Emanuele Monti – è la regione che ha inoculato più vaccini in tutta Italia, con 1.116.000 dosi. Siamo in linea con le disposizioni del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità per quanto concerne la somministrazione della seconda dose. Riguardo agli over 80, la Lombardia ha vaccinato circa 252.000 soggetti su oltre 600.000 aventi diritto che si sono prenotati”.

Cosa differenzia la Lombardia dalle altre regioni? “La quantità dei vaccini Pfizer a nostra disposizione inviati dal Governo– ricorda Monti -. Questo è l’unico dispositivo, insieme a quello di Moderna, utilizzabile sugli anziani e a differenza delle altre regioni la Lombardia con i suoi 10 milioni di abitanti ha una necessità enorme di vaccini”.

“Una questione – continua – dovuta alla gestione centralizzata dello smistamento delle dosi, tutt’ora in capo al Governo. Non essendo arrivate in misura sufficiente fialette capaci di coprire tutta la popolazione target, non siamo ancora in grado far viaggiare la macchina a pieno ritmo. Possiamo fare fino a 170.000 vaccinazioni al giorno ma oggi ne riusciamo a fare solamente 30.000, a causa dell’incapacità del Governo Conte e dell’Unione Europea nel garantire alle regioni un numero di dosi adeguato alla propria capacità organizzativa”.

“Se proprio non riesce a domare la propria indole di bacchettatore seriale – conclude Monti -, se la prenda con i propri colleghi di partito che sedevano tra i banchi del precedente esecutivo”.

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