Varese | 17 Marzo 2021

Varese, Coldiretti appoggia il governo nella lotta contro Nutriscore

Un'etichetta che favorisce alimenti artificiali rispetto a cibi naturali e sani. Il presidente Fernando Fiori: “Anche le nostre filiere rischiano di essere colpite”

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Il presidente di Coldiretti Varese, Fernando Fiori, concorda con il Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, la decisione di contrastare l’etichetta Nutriscore in Europa e spiega: “E’ necessario intervenire con urgenza per fermare l’attacco ai prodotti alimentari nazionali con il rischio del via libera all’etichetta Nutriscore che rischia di espandersi a livello globale mettendo in pericolo il record di 46,1 miliardi di esportazioni agroalimentari tricolori del 2020 con un aumento dell’1,8% realizzato in controtendenza al taglio degli scambi commerciali determinato dalla pandemia Covid”.

L’etichettatura Nutriscore francese, come quella a semaforo adottato in Gran Bretagna riescono ad influenzare il consumatore, che attratto dal colore verde è portato a scegliere prodotti con ingredienti di sintesi e a basso costo, spacciati per più salutari. Questo sistema, fuorviante, incompleto e discriminatorio – sostiene la Coldiretti provinciale – porta ad escludere dalla dieta alimenti sani e naturali, favorendo invece prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta.

Si rischia inoltre – precisa la Coldiretti prealpina – di promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e di sfavorire elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea, ma anche specialità come il Grana Padano (prodotto anche con il latte munto nelle stalle del Varesotto), o i salumi più pregiati e identitari. L’etichetta nutrizionale a colori, peraltro, boccia ingiustamente quasi l’85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine (Dop/Igp) che la stessa UE dovrebbe invece tutelare e valorizzare soprattutto nel tempo del Covid.

In un momento difficile per l’economia – conclude la Coldiretti – dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza  ed estendendo l’obbligo di indicare in etichetta il Paese d’origine di tutti gli alimenti per combattere la concorrenza sleale al Made in Italy. L’Italia infatti, grazie ai primati nella qualità e nella sicurezza alimentare conquistati a livello europeo, ha la responsabilità di svolgere un ruolo di leadership in nell’Unione.

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