Non soltanto nuove risorse, ma un cambio di passo su alcuni dei problemi che incidono ogni giorno sulla vita delle aziende agricole: burocrazia, reddito, ricambio generazionale, rapporti di filiera e tutela dell’origine delle produzioni. È su questi fronti che Coldiretti Varese guarda con particolare attenzione al disegno di legge ColtivaItalia, approvato dalla Camera e ora atteso al Senato per il completamento dell’iter parlamentare.
Il provvedimento mette in campo oltre un miliardo di euro per sostenere il settore primario e recepisce numerose richieste avanzate da Coldiretti, con interventi che riguardano la zootecnia, i contratti di filiera, l’innovazione tecnologica, i giovani agricoltori, la semplificazione amministrativa e il contrasto alle pratiche commerciali sleali.
«Il valore del ColtivaItalia sta nel fatto che interviene su questioni molto concrete – sottolinea Pietro Luca Colombo, presidente di Coldiretti Varese – Per le nostre imprese non basta produrre bene: occorre poter lavorare con regole più semplici, tempi amministrativi più rapidi e una filiera che riconosca realmente il valore del prodotto agricolo. È questo il terreno sul quale si gioca la competitività dell’agricoltura nei prossimi anni».
Uno dei capitoli più significativi riguarda proprio la semplificazione. Il rafforzamento dei Centri autorizzati di assistenza agricola consentirà di affidare ai Caa le istruttorie relative alle pratiche che non richiedono valutazioni discrezionali, con l’obiettivo di ridurre passaggi burocratici e tempi di attesa.
«Ogni ora sottratta alla burocrazia è un’ora restituita all’impresa – osserva il direttore di Coldiretti Varese Luciano Salvadori – È un tema particolarmente sentito anche in una provincia come la nostra, dove molte aziende hanno dimensione familiare e devono contemporaneamente occuparsi della produzione, della gestione amministrativa e spesso anche della vendita diretta o dell’accoglienza».
Particolare rilievo assume anche il sostegno alla zootecnia, con 300 milioni di euro destinati alla linea vacca-vitello e l’istituzione della Banca dati unica zootecnica presso il Ministero della Salute. Il fascicolo zootecnico sarà inserito nel Sian, con l’obiettivo di semplificare la gestione delle informazioni e rendere più rapidi i pagamenti alle aziende.
Altro punto centrale è la difesa dell’origine delle produzioni. Il provvedimento istituisce una banca dati dei controlli innovativi, che utilizzerà strumenti scientifici avanzati come risonanza magnetica, mappatura genomica e isotopica per verificare la provenienza delle materie prime e contrastare frodi e contraffazioni lungo le filiere.
«La trasparenza è fondamentale perché il consumatore deve poter distinguere con chiarezza ciò che è realmente italiano da ciò che italiano non è – prosegue Colombo – Difendere l’origine significa difendere contemporaneamente il reddito degli agricoltori e la libertà di scelta dei cittadini».
Il ColtivaItalia rafforza inoltre i contratti di filiera, con accordi pluriennali pensati per dare maggiore stabilità economica alle imprese e favorire investimenti in innovazione, sostenibilità e digitalizzazione. Nella stessa direzione vanno le nuove disposizioni contro le pratiche commerciali sleali, che puntano a velocizzare il riconoscimento dei risarcimenti agli agricoltori danneggiati.
Un capitolo specifico è dedicato ai giovani, con 150 milioni di euro destinati a facilitare l’accesso al credito e alla terra. Una misura che punta ad affrontare due degli ostacoli più pesanti per chi vuole avviare o rilevare un’impresa agricola.
Il provvedimento investe anche sull’innovazione tecnologica, con risorse destinate all’agromeccanica di precisione, alla sensoristica avanzata e alla meccatronica: strumenti che possono contribuire a ridurre i costi, utilizzare in modo più efficiente acqua ed energia e rendere le aziende più competitive.
Nuove opportunità arrivano anche sul fronte della multifunzionalità, con l’estensione alle imprese agricole della possibilità di svolgere attività di ospitalità nell’ambito dell’enoturismo e dell’oleoturismo. Un ulteriore tassello nel percorso che lega produzione agricola, territorio, turismo rurale e vendita diretta.
«Ora occorre completare rapidamente l’iter parlamentare – concludono Colombo e Salvadori – Le aziende hanno bisogno che queste misure diventino operative: il settore agricolo sta affrontando costi elevati, instabilità dei mercati e conseguenze sempre più evidenti degli eventi climatici».
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