“Quel muro imbrattato alla stazione ferroviaria di Maccagno è stato davvero un colpo basso”: lo definisce così, l’amministrazione comunale, l’atto di vandalismo che alcuni ignoti hanno compiuto una decina di giorni fa su un muro – ridipinto di fresco – all’interno dello scalo ferroviario del paese lacustre.
L’amarezza per quanto accaduto si aggiunge ai disagi di molti cittadini che, a un anno dall’installazione degli ascensori nella stazione, nonostante diverse segnalazioni fatte dal sindaco a Rfi, non possono ancora utilizzarli.
“I graffiti sono un ‘regalo’ di qualche incivile e mi cadono le braccia perché facciamo di tutto per tenerla pulita per poi avere un danno di immagine, un cattivo biglietto da visita per chi scende a Maccagno con il treno e trova una stazione curatissima, ridipinta salvo queste scritte assurde e, appunto, gli ascensori che non funzionano” – ha dichiarato Fabio Passera al quotidiano locale La Prealpina – “Abbiamo aderito di buon grado quando Regione Lombardia ci ha chiesto di ‘adottare’ la stazione, dandoci da fare anche per quel che riguarda il decoro del luogo e crediamo sia stato fatto un buon lavoro”.
Il sindaco ha inoltre spiegato, sulle colonne del quotidiano, che i tecnici di Rfi hanno effettuato un sopralluogo in stazione alla fine di febbraio per verificarne il buono stato della manutenzione e della pulizia, chiedendo al Comune di provvedere alla rimozione dei graffiti: “Verrebbe da dire, oltre al danno la beffa. Non siamo qui a proporre il baratto della pulizia per la partenza dell’ascensore: faremo la nostra parte e ho invitato Rfi a provvedere per la loro”.
Il muro imbrattato è stato ora ripulito, ma lo sconforto dell’amministrazione per questi gesti di inciviltà è comunque tangibile ed emerge dalle parole scritte in un post sulla pagina del gruppo consiliare Impegno Civico MPV: “Che desolazione avere a che fare con vandali tanto stupidi quanto irritanti. Ma che cosa volevano dimostrare? Beh, comunque quegli orribili scarabocchi li stiamo togliendo noi. E adesso vediamo quando durerà, questa volta…”.
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