Varese | 4 Marzo 2021

Contagi Covid, in provincia di Varese cresce il tasso di incidenza

Vicina la soglia d'allarme dei 250 casi per 100 mila abitanti, giù superata nel Comasco. Dopo Viggiù niente cluster nel locale. Variante inglese sempre più diffusa

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La tendenza alla ripresa significativa dei contagi, evidenziata la scorsa settimana sul territorio della provincia di Varese, è confermata oggi con numeri che continua a preoccupare gli osservatori.

Dai 1884 nuovi positivi al 26 febbraio si è passati ai 1985 di oggi, inseriti in una più ampia panoramica sulla situazione regionale, a poche ore di distanza dal temuto annuncio circa il probabile passaggio della Lombardia alla zona rossa, dove i numeri che più colpiscono nel monitoraggio di ATS Insubria sono quelli relativi alla incidenza dei nuovi positivi su 100 mila abitanti, rispetto ai quali l’aumento è ancor più significativo: dai 205 di sette giorni fa ai 276 attuali.

Tornando al territorio insubrico, la provincia di Como è già da giorni oltre il limite dei 250 casi per 100 mila abitanti, parametro che ha fatto scattare le restrizioni della zona arancione rinforzata (la linea in una settimana è schizzata oltre i 300 casi) e anche per la provincia di Varese la soglia dei 250 casi è ormai pericolosamente vicina.

“Al momento non si presentano cluster su specifiche città – commenta il dottor Giuseppe Catanoso, direttore sanitario di ATS Insubria – ma il peggioramento dei dati è più diffuso e distribuito rispetto ad alcune settimane fa. La variante inglese sta per sostituire il ceppo di Wuhan, è ormai in tutta la regione. Dobbiamo evitare che si diffondano le altre varianti ma al momento, fortunatamente, né la mutazione brasiliana né quella sudafricana si sono diffuse sul nostro territorio”.

I “primati” nazionali del Varesotto sull’identificazione dei casi di variante non hanno stravolto il contesto epidemiologico ma tolta questa evidenza, le buone notizie finiscono. I numeri attuali non sono certamente quelli di novembre e dicembre, ma le curve non sono poi così dissimili da quelle che in autunno fecero pensare all’avvento di una seconda ondata.

Tornando all’incidenza per 100 mila abitanti, il dato ad oggi più critico è quello di Como, con 393 casi, ma il bollino rosso nell’ultima rilevazione regionale (quella dal 21 a 27 febbraio) è arrivato anche nel nord Verbano con i 276 casi dell’area lavenese, mentre quella luinese è passata dai 267 di inizio gennaio ai 136 della scorsa settimana.

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