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Varese | 26 Febbraio 2021

Covid, nuovi positivi in provincia: “Numeri che creano nuovamente preoccupazione”

Il quadro è in peggioramento rispetto a sette giorni fa e le segnalazioni dalle scuole restano numerose. Da ATS ennesimo richiamo alla responsabilità dei giovani

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Salgono i nuovi positivi al Covid sul territorio insubrico e i numeri registrati da ATS Insubria negli ultimi sette giorni hanno spinto gli indicatori oltre i livelli considerati accettabili .

In una settimana il conteggio è passato da 1.016 nuovi positivi a 1.884, con uno scarto sul numero di tamponi effettuati, da 16.503 a 25.567. “Sono numeri che fanno preoccupare – commenta il dottor Giuseppe Catanoso, direttore sanitario di ATS Insubria -. Potrebbero essere influenzati dalla campagna massiccia di screening attivata a Viggiù, ma l’aumento si riflette comunque su tutto il territorio regionale“. In Lombardia si è infatti passati dai 13.735 nuovi positivi di sette giorni fa ai 20.781 di oggi, con un tasso di positività del 12,7%.

A completare il quadro ci sono le segnalazioni provenienti dalle scuole delle province di Varese e Como. Una situazione che inizia a farsi impegnativa, secondo i parametri di ATS. Nonostante una lieve diminuzione, i casi restano numerosi. Le segnalazioni dal 15 al 21 febbraio sono state in totale 3.145, come riportano dalle tabelle di EmerCovid Scuole.

Negli istituti superiori si è passati da 701 casi a 656 (45 classi coinvolte); per le medie da 891 a 680 casi (31 classi); per le elementari 1307 casi (in aumento rispetto ai 1262 della scorsa settimana, con 58 classi coinvolte), e per le scuole dell’infanzia da 706 a 502 casi (33 classi).

“L’incidenza del focolaio di Viggiù sul contesto generale è ancora in corso di valutazione, la prossima settimana avremo ulteriori indicazioni. Quello che continua a colpire è il numero di giovani che nei locali e negli spazi pubblici si dimostrano totalmente indifferenti alle norme sul distanziamento e all’uso della mascherina. Fortunatamente sono la minoranza – sottolinea in conclusione il direttore sanitario – ma sono pericolosi e non possiamo chiedere alle forze dell’ordine locali di presidiare senza sosta i luoghi più affollati”.

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