L’American Heart Association ha pubblicato uno studio completo sulla sigaretta elettronica, un dispositivo sempre più diffuso che cerca di essere un sostituto della sigaretta tradizionale che aiuterebbe a smettere di fumare.
Più precisamente, le sigarette elettroniche sono piccoli e leggeri strumenti alimentati a batteria e utilizzati per inalare un vapore che può o meno contenere nicotina, aromi e altre sostanze chimiche. In molte sigarette elettroniche, il segnale acustico attiva l’elemento riscaldante alimentato a batteria, che vaporizza il liquido contenuto nella cartuccia, consentendo allo svapatore di inalare l’aerosol o il vapore risultante (questo si chiama vaping in inglese).
La maggior parte delle sigarette elettroniche è composta da quattro elementi:
– una cartuccia o un recipiente contenente una soluzione liquida (e-liquid o e-juice) con quantità variabili di nicotina, aromi e altri prodotti chimici;
– un elemento riscaldante (il vaporizzatore);
– una fonte di alimentazione (solitamente una batteria);
– un boccaglio attraverso il quale inspirare il fumo.
La scienza dice sì alla sigaretta elettronica
L’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene il divieto preventivo dei dispositivi che bruciano nicotina, ma la comunità scientifica è divisa.
Negli ultimi mesi, lo svapo è stato oggetto di accesi dibattiti: da un lato, il governo degli Stati Uniti sta valutando la possibilità di vietare la vendita di sigarette elettroniche di tutti i gusti, ad eccezione del tabacco; dall’altra, in Spagna, il Ministero della Salute valuta l’inclusione dello svapo nei divieti della legge antifumo.
Ad ogni modo, la maggior parte degli studi condotti fino ad oggi sono conclusivi secondo la scienza: la quantità di prodotti tossici e nocivi presenti nelle sigarette elettroniche rappresenta un rischio minore rispetto a quelle tradizionali, riducendo in modo importante malattie legate al consumo di tabacco.
L’ipotesi della riduzione del danno
Durante un convegno scientifico tenutosi nel 2016, 72 ricercatori si sono espressi in una lettera indirizzata al direttore generale dell’OMS. Nella lettera, i ricercatori sollecitano l’organizzazione sanitaria a dare più peso ai benefici dei dispositivi elettronici, sostenendo che l’incertezza sugli effetti a lungo termine non dovrebbe essere motivo di paralisi.
Uno dei firmatari della lettera, il professor Peter Hajek della Queen Mary University, ha pubblicato uno studio all’inizio di quest’anno sul New England Journal of Medicine (NEJM) affermando che le sigarette elettroniche non solo non provocano dipendenza, ma sono anche meno nocive di prodotti alla nicotina come cerotti o gomme.
Il Regno Unito ha deciso nel 2012 di iniziare a promuovere l’uso delle sigarette elettroniche per ridurre il fumo e, da allora, il tasso di fumatori di tabacco è sceso di cinque punti percentuali, al 15%, secondo gli ultimi dati dell’Ufficio nazionale di statistica. Tuttavia, ciò ha comportato un aumento del numero di consumatori di sigarette elettroniche, il cui tasso è aumentato di oltre il 70% negli ultimi quattro anni, attestandosi a poco più del 6%.
La scienza conferma: le sigarette elettroniche non sono un rischio alto per la salute
Mentre continuano ad emergere notizie sui pericoli dello svapo, gli studi sulle sigarette elettroniche continuano a svilupparsi inesorabilmente, probabilmente alla luce della moda attuale. Una delle più recenti ha contrastato una delle affermazioni fatte fino ad oggi: che svapare fa male al cuore. Secondo questo ultimo studio, non è affatto vero, anzi, indica che il sistema vascolare subisce un notevole miglioramento in chi passa dal fumo allo svapo.
Questo studio, soprannominato Vesuvius, è stato condotto dalla School of Medicine dell’Università di Dundee ed ha richiesto ben due anni: attualmente, è lo studio più lungo e più approfondito condotto nell’indagine sugli effetti comparati del tabacco con le sigarette elettroniche.
Sigarette elettroniche: lo studio inglese
Nel New England Medical Journal è stato condotto un esperimento con 900 fumatori divisi in due gruppi: un gruppo ha ricevuto la sigaretta elettronica, all’altro sono stati somministrati gomme alla nicotina, cerotti e spray. Lo scopo era quello di contrastare i risultati di efficacia di entrambi i trattamenti per smettere di fumare.
Un anno dopo lo studio, si è concluso che il 18% di coloro che utilizzavano sigarette elettroniche ha smesso di fumare e, nel caso dell’altro gruppo con trattamenti diversi, solo il 10% ha abbandonato il vizio. La sigaretta elettronica è stata, dunque, quasi due volte più efficace nel far smettere di fumare.
La conclusione dei ricercatori inglesi è la seguente: le sigarette elettroniche potrebbero essere utilizzate in condizioni controllate, sotto controllo medico, come aiuto per la persona a smettere di fumare tabacco abituale. Chi sceglie di effettuare il passaggio autonomamente, deve farlo in maniera graduale, diminuendo poco alla volta la quantità di nicotina presente nell’e-cig.
Vantaggi della sigaretta elettronica
Il principale vantaggio offerto dalla sigaretta elettronica è la bassa quantità di nicotina che può essere regolata e che può far perdere al fumatore il vizio di fumare senza soffrire della temuta sindrome da astinenza (info su www.svapostore.net).
Altro punto a favore, è la questione finanziaria: grazie ai vaporizzatori, è possibile risparmiare molto di più, poiché ogni cartuccia equivale all’incirca a un pacchetto di sigarette.
Per tutto questo, la sigaretta elettronica si mostra come una delle alternative più ragionevoli all’uso del tabacco. Utilizzando questo meccanismo, non solo migliorerà l’economia domestica, ma si eviterà anche il consumo di oltre 4.000 sostanze tossiche nelle sigarette tradizionali, tra le quali spicca il catrame. Di conseguenza, la qualità della vita sarà migliore.
Un recente studio condotto in Spagna ha sottolineato che uno dei vantaggi delle sigarette elettroniche è che non danneggiano i vapers passivi perché la quantità di sostanze chimiche in una sigaretta convenzionale è di gran lunga superiore a quella di una sigaretta elettronica: quando una sigaretta convenzionale viene bruciata, ci sono più di 4.000 sostanze chimiche, di cui più di 250 sono nocive e più di 50 sono cancerogene.
In conclusione, la comunità scientifica promuove l’uso responsabile delle sigarette elettroniche, che dovrebbero essere regolamentate come medicinali con un triplice obiettivo:
– controllarne il consumo;
– monitorare il rispetto degli standard di qualità durante la produzione e la distribuzione;
– avviare studi clinici ampi e di qualità che evitino le carenze di ricerca attuali sulle sigarette elettroniche.
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