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Laveno Mombello | 11 Febbraio 2021

Anche a Laveno Mombello si celebra il “Giorno del Ricordo”

L'iniziativa, organizzata dal Comune, si è tenuta nel piazzale Martiri delle foibe. Santagostino: "Onorare i caduti con responsabilità e senso morale"

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Anche il Comune di Laveno Mombello, nella giornata di ieri, ha celebrato il “Giorno del Ricordo”, avvenuta nel piazzale Martiri delle foibe tra Via alla Pergola e Via Repubblica a Laveno Mombello, per celebrare il “Giorno del ricordo”.

Insieme al sindaco Luca Santagostino, che ha fatto gli onori di casa con un intervento da una parte storico-culturale e dall’altro empatico, erano presenti alla celebrazione la Polizia Locale, gli Alpini e e Giorgio Matticchio, lavenese nato a Pola, che ha portato la sua  testimonianza.

“Nel celebrare il ‘Giorno del Ricordo’ – commenta il primo cittadino – dobbiamo doverosamente e responsabilmente tutti guardare a quel periodo storico senza ostracismo, faziosità o voglia di vendetta e riscatto, ma esclusivamente con la responsabilità e il dovere morale di onorare anzitutto coloro che hanno perso la vita e, in secondo luogo, tutti coloro che hanno lasciato con sofferenza le proprie radici perché costretti ad abbandonare quanto di più caro – affetti e beni materiali – per avere salva la vita o essere semplicemente liberi dalle oppressioni che causarono torture, massacri e spargimento di sangue innocente”.

“La memoria – prosegue Santagostino -, al pari della vita, è il bene più prezioso che ci è stato donato perché non vi è memoria senza vita e non vi è vita senza la memoria e a tanti italiani istriani, dalmati e fiumani fu interdetto addirittura il diritto del ricordo ma, come nessuno ha il diritto di toglierci la vita, così nessuno deve poterci togliere la memoria che nessun silenzio, complice e fazioso, può o deve obliare”.

La giornata del 10 febbraio ricorda l’anniversario del Trattato di pace di Parigi con il quale nel 1947 l’Italia dovette cedere alla Jugoslavia le Province di Pola, Fiume, Zara e parte di quelle di Trieste e Gorizia – continua il sindaco -. Nel periodo tra il 1943 e il 1947 migliaia furono gli italiani fatti sparire senza pietà nelle cavità carsiche dell’Istria o nelle profonde acque del mare di Dalmazia e 350 mila furono i nostri connazionali che scelsero l’Esodo per ragioni di fede, di libertà, d’amore verso l’Italia e di rifiuto verso la dittatura”.

Alcuni di loro sono nostri concittadini con figli nati e cresciuti a Laveno Mombello e a loro, così come a tutte le persone giuliano-dalmate costrette all’esodo, dobbiamo chiedere di raccontarci quei tragici eventi perché restino nella nostra memoria e in quella delle future generazioni, affinché non vi siano più gli eccidi, le persecuzioni, le stragi e i fili spinati dei campi della morte.

“A questo tetro teatro degli orrori si è opposto e preferito fortunatamente un orizzonte luminoso basato sul dialogo, sulla pace, sulla tutela dei diritti e della libertà e noi abbiamo il dovere di perseverare in questa direzione contro ogni barbarie e totalitarismo che voglia privare l’uomo della sua dignità, nel rispetto di ogni etnia, lingua, nazione e identità”, afferma ulteriormente il sindaco.

Per onorare questa memoria, abbiamo chiesto ad un nostro concittadino, il signor Giorgio Matticchio, nato a Pola, di testimoniare il dramma di quell’esperienza e come sindaco chiederò al consiglio comunale di onorare il ‘Giorno del Ricordo’, al pari di tante altre commemorazioni, con la realizzazione di un monumento che possa testimoniare questa tragedia frutto della crudeltà umana”, conclude Santagostino.

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