“10 febbraio 2026 – Per non dimenticare“. In occasione del Giorno del Ricordo, il sindaco di Marchirolo Emanuele Maria Schipani ha condiviso il proprio pensiero dopo aver preso parte alle cerimonie dedicate alle vittime delle Foibe e all’esodo giuliano, istriano e dalmata.
«Nei giorni scorsi ho avuto l’onore di partecipare in qualità di sindaco del Comune di Marchirolo alla cerimonia ufficiale in memoria delle vittime delle Foibe e dell’esodo giuliano, istriano e dalmata». La visita ai luoghi simbolo di quella tragedia è stata organizzata dalla Sezione degli Alpini di Luino, insieme alla quale hanno partecipato una rappresentanza degli Amici degli Alpini e il vicesindaco di Marchirolo Stefano Rametta, anch’egli Alpino.
«Desidero ringraziarli sinceramente per l’opportunità che mi hanno offerto e per avermi fatto sentire parte integrante della grande famiglia alpina, nel pieno rispetto dei valori che da sempre contraddistinguono il Corpo: spirito di servizio, sacrificio, solidarietà, lealtà, senso del dovere e amore per la Patria». Un ringraziamento particolare è stato rivolto al presidente della Sezione degli Alpini di Luino Michele Marroffino per la sensibilità dimostrata durante la visita commemorativa a Caporetto e nel ricordo delle vittime delle Foibe.
«La sua presenza, discreta ma intensa, ha dato valore a momenti che non sono semplici cerimonie, ma passaggi di memoria collettiva che ci uniscono come comunità e come Paese. Onorare i soldati caduti e le vittime dell’odio ideologico richiede rispetto, consapevolezza e capacità di ascolto della storia. Lei Presidente ha saputo interpretare tutto questo con autentico spirito alpino: sobrietà, dignità e profonda umanità». Parole che sottolineano il significato profondo delle commemorazioni e il valore della testimonianza condivisa.
La mattina del 10 febbraio il sindaco ha presenziato alla cerimonia ufficiale presso il Sacrario della Foiba di Basovizza, Monumento Nazionale sul Carso triestino, vivendo quello che ha definito «il momento più alto e solenne» della ricorrenza. Con profonda commozione sono stati ricordati i martiri delle foibe e gli esuli giuliani, istriani e dalmati, vittime di una violenza cieca e di un esodo straziante. «La loro sofferenza sia monito per un futuro fondato sulla pace, sulla giustizia, sulla fratellanza e sull’unità tra i popoli».
La commemorazione ha coinvolto anche il territorio. Nelle stesse ore, a Marchirolo, si è svolta la celebrazione presso l’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII”, alla presenza di studenti, insegnanti, del Preside e dei rappresentanti del Gruppo Alpini, della Protezione Civile, della Polizia Locale, della Banda Musicale Comunale e di alcuni assessori.
«Ricordare e riflettere insieme ai ragazzi significa trasmettere loro il valore della libertà, il rifiuto dell’odio e la responsabilità di custodire la memoria come fondamento di una società più giusta e solidale». Durante la cerimonia è stato deposto un mazzo di fiori davanti al Cippo in memoria dei martiri delle Foibe, gesto semplice ma carico di significato.
In occasione della presenza a Basovizza, la delegazione di Marchirolo ha reso omaggio anche ai caduti della Prima Guerra Mondiale visitando il museo e l’Ossario di Caporetto, che custodisce le spoglie di 7014 soldati italiani, tra cui 1748 ignoti. Il tributo è proseguito presso il Sacrario Militare di Redipuglia, che accoglie oltre 100.000 caduti italiani, e all’Ara Pacis Mundi sul colle di Medea, in provincia di Gorizia, simbolo di pace e memoria degli orrori della Seconda Guerra Mondiale, dedicato ai caduti di tutte le guerre.
«In memoria dei martiri delle foibe e dell’esodo giuliano, istriano e dalmata, per le lacrime delle madri, delle spose e dei figli cui la guerra ha strappato gli affetti più cari… mai più!», conclude Emanuele Maria Schipani, il sindaco di Marchirolo.
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