Tre mozioni firmate dal gruppo d’opposizione “Monvalle da Vivere”, pronte per essere discusse e messe al voto in consiglio comunale.
Ad anticiparne i contenuti è il capogruppo Riccardo Papini, che sottolinea l’intenso lavoro svolto dalla minoranza per presentare le proposte, legate alla memoria collettiva, da conservare e tramandare attraverso i luoghi pubblici, e a questioni più “pratiche” e relative alle bollette e ai risparmi dei cittadini.
Per quanto riguarda il primo punto, sono due le mozioni firmate “Monvalle da Vivere”. Entrambe prevedono l’intitolazione di una via, una piazza o un qualsiasi altro luogo pubblico ai Martiri delle Foibe e alle vittime della Shoah, a fronte dell’importanza storica che hanno assunto gli argomenti «negli ultimi anni, e la sempre maggior necessità di sensibilizzare gli abitanti del nostro Comune», afferma Papini. Il capogruppo aggiunge inoltre che le due mozioni hanno ispirato proposte analoghe presentate dai gruppi consiliari di minoranza di Leggiuno e Brenta: «Già approvate all’unanimità».
La terza mozione è invece basata su un progetto attuato ad Arona su iniziativa del sindaco e deputato leghista Alberto Gusmeroli: uno sportello aperto allo scopo di assistere i cittadini vulnerabili interessati a passare dal “mercato libero” al “servizio a tutele graduali” (c’è tempo fino al 30 giugno), «per risparmiare notevolmente sul costo delle bollette – spiega Papini – Monvalle ha l’opportunità di fare il salto di qualità e prendere spunto da modelli virtuosi come quello di Arona. Ora sta alla maggioranza decidere se continuare sul solco tracciato finora o aprire le porte all’innovazione per fare una piccola ma decisiva rivoluzione nel nostro paese».
Per concludere il capogruppo di minoranza fa il punto su una questione di carattere procedurale che è stata affrontata a Monvalle nel mese di aprile in merito alla presentazione delle mozioni, e a seguito di una «errata interpretazione del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale. Il sindaco – fa sapere Papini – ci ha comunicato che avrebbe dato risposta scritta al primo consiglio comunale utile, ma questo metodo viene utilizzato per l’interrogazione. La mozione deve essere discussa e votata in consiglio comunale». Cosa che avverrà nella prossima seduta dell’assemblea.
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