Luino | 26 Gennaio 2021

In vigore il nuovo regolamento per la pesca nelle acque del Varesotto

L’ASD Pescatori Alto Verbano illustra le novità ed esprime le proprie considerazioni: “Perplessi per i nuovi contributi, soprattutto per chi usa la barca sul Maggiore”

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È in vigore dal 1 gennaio di quest’anno il nuovo regolamento sulla pesca nel “bacino n. 5” che comprende, oltre alle acque del territorio varesino, anche quelle delle provincie di Como e Lecco, emanato da Regione Lombardia con il Decreto Dirigenziale n. 15698 del 14 dicembre scorso. Le specifiche tecniche del decreto sono visionabili su questo sito web.

Come spiega l’ASD Pescatori Alto Verbano, rispetto al passato – per la provincia di Varese – le misure minime e i periodi di divieto pesca per le varie specie ittiche non hanno al momento subito variazioni. Le novità introdotte sono l’incremento dei costi per esercitare la pesca sportiva dilettantistica e l’istituzione del tesserino segna-pesci.

La nuova regolamentazione tariffaria prevede, per le acque del territorio varesino, il possesso, oltre alla tessera segna-catture (gratuita) a fini statistici, della ricevuta di versamento di:
– licenza regionale di € 23,00 (scadenza ad un anno dal pagamento); dal pagamento di questa licenza sono esonerati i portatori di handicap, i minorenni e chi ha superato i 65 anni;
– licenza FIPSAS di € 30,00 (scadenza ad un anno dal pagamento);

Oltre a ciò sono richieste:
– copia di versamento di € 15,00 quale contributo di gestione per la pesca da riva nei laghi Maggiore, Ceresio, Varese, Delio, Ghirla e fiumi Tresa, Bardello, Acquanegra e canale Brabbia (scadenza al 31 dicembre di ogni anno);
– copia di versamento di € 30,00 quale contributo di gestione per la pesca in tutte le altre acque provinciali con scadenza 31 dicembre di ogni anno (questo versamento esonera dal pagamento di € 15,00 sopra descritto);
– copia di versamento di € 50,00 per la pesca dalla barca nel Lago Maggiore (scadenza 31 dicembre di ogni anno).

Ci sono poi anche le acque a gestione privata per le quali occorre sempre la licenza regionale, il tesserino segna catture ed i permessi rilasciati dai vari gestori titolari delle acque.

Poiché a seconda della tipologia del versamento e delle causali i beneficiari delle licenze e dei “contributi di gestione” possono essere diversi, l’associazione dei pescatori invita tutti coloro che sono interessati a visionarli nel sito di FIPSAS sopra indicato o a rivolgersi presso i negozi di pesca in cui abitualmente ci si rifornisce.

Di seguito riportiamo le parole con cui l’ASD Pescatori Alto Verbano commenta le nuove disposizioni regionali appena entrate in vigore.

Le nostre considerazioni circa il nuovo regolamento non sono certamente del tutto positive per motivi ancora da chiarire e che in parte ci sfuggono, ma che siamo certi saranno presto illustrati dalle autorità competenti per fugare le nostre perplessità.

Ci sfugge innanzitutto chi sia e che ruolo abbia nella gestione delle acque “A.T.S. Prealpi Lombarde” che al momento, a parte una comunicazione di intenti del suo Legale Rappresentante, è una figura probabilmente necessaria ma della quale non sappiamo assolutamente nulla, della quale non abbiamo nessuna informazione e crediamo che, per trasparenza, tutte le società affiliate avrebbero dovuto essere portate a conoscenza dell’istituzione e sue prerogative ben prima dell’apparizione nella presentazione delle regole di pesca nel bacino 5.

Siamo poi perplessi per i nuovi “Contributi di gestione annuale” di € 15,00 e € 30,00 a seconda di dove si eserciti la pesca. Per quest’anno staremo a vedere in cosa consisteranno i miglioramenti che questa nuova imposta comporterà e ci riserviamo di esprimere un giudizio, confidiamo positivo, in futuro.

La cosa che invece non riteniamo non equa è l’imposta di € 50,00 per chi pesca da natante in tutto il Lago Maggiore, somma che devoluta all’Associazione Provinciale Pescatori del VCO servirà (ci dicono) a contribuire al pagamento dell’imposizione che la famiglia Borromeo applica a chi esercita la pesca nelle acque del Lago Maggiore in cui ancora oggi, dopo qualche secolo, esercita il diritto sulla pesca lacustre! Forse qualcuno dovrebbe fare presente alla nobile famiglia che certi diritti feudali sono anacronistici, fuori dal tempo e probabilmente anche disdicevoli…

Ci piacerebbe anche avere, giusto per uscire dall’ignoranza e per semplice trasparenza, un resoconto dei costi (ripopolamenti, vigilanza, depurazione, manutenzione delle coste e rive, taglio delle fronde a lago, ecc…) che i dignitari sostengono annualmente per il benessere delle acque e sicurezza dei tratti del Lago Maggiore di loro competenza.

Inoltre, sempre relativamente alla tassa di € 50,00 per la pesca da imbarcazione nel Lago Maggiore, riteniamo che sia iniquo applicarla ad ogni pescatore e non alla sola imbarcazione (o al suo proprietario) in quanto è ingiusto che un pescatore, invitato una sola volta a pesca sull’imbarcazione, debba essere costretto a sottostare a tale normativa; un po’ come se si facesse pagare ogni volta un’imposta ad una persona che salga su un’autovettura per un passaggio saltuario…

Crediamo anche che la cattura della trota “marmorata” (che peraltro alleviamo nell’incubatoio di Maccagno con Pino e Veddasca), debba essere vietata come avviene in molte altre provincie italiane, in quanto considerata specie a rischio d’estinzione dalla direttiva Habitat e da altre agenzie internazionali come IUCN.

Ci chiediamo infine se chi ha studiato il nuovo regolamento abbia preso in considerazione la possibilità di esercitare la pesca anche nelle acque elvetiche oggetto di convenzione ed in regime di reciprocità, mantenendo valida la licenza italiana senza il dovere onorare ulteriori pagamenti alle autorità svizzere.

Qui un estratto del regolamento e qui una cartina delle acque del bacino 5.

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