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Varese | 23 Gennaio 2021

Covid, in provincia di Varese i nuovi positivi tornano a scendere

Le ultime rilevazioni, aggiornate a ieri, documentano i progressi compiuti rispetto all'inizio dell'anno. Catanoso (ATS): "Ok anche le scuole. Ora siamo più preparati"

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Ai progressi compiuti sul fronte delle vaccinazioni anti Covid, si sommano i miglioramenti nelle tabelle relative al monitoraggio della situazione contagi in provincia di Varese.

Tabelle che, nel confronto tra i dati più recenti e quelli di inizio gennaio, mostrano oggi il ritorno alla progressiva diminuzione dei nuovi positivi dopo la temuta inversione di tendenza (poi effettivamente verificatasi) a ridosso delle feste.

Il quadro odierno è nuovamente incoraggiante perché, per quanto concerne la provincia, si è passati dai 1602 nuovi positivi messi a referto l’8 gennaio (con 13.935 tamponi), ai 1.228 registrati ieri, con riferimento agli sviluppi degli ultimi sette giorni. I tamponi eseguiti durante la settimana sono stati 16.261: più tamponi, meno positivi.

La traiettoria è stata corretta ed è un bene, ma la cautela deve restare massima anche perché i numeri tra la fine del 2020 e l’inizio del nuovo anno hanno evidenziato gli effetti peggiorativi collegati ad una eccessiva flessibilità rispetto agli accorgimenti anti Covid, con un cenno in particolare al periodo natalizio.

“La tendenza alla riduzione dei casi osservata questa settimana è qualcosa che mi fa piacere – commenta il dottor Giuseppe Catanoso, direttore sanitario di ATS Insubria – temevo un aumento di casi con l’apertura delle scuole ma ciò non sta avvenendo. Lo vediamo in particolare dalla fascia di contagio relativa ai giovani, dove i livelli non sono aumentati”.

La macchina del controllo e della prevenzione, inoltre, è ora rodata con efficacia, soprattutto per quanto concerne il trasporto pubblico locale e la sorveglianza, ovvero la risposta alla quarantena per i soggetti positivi e tutta la trafila del tracciamento tra i contatti stretti di chi contrae il Covid. Gli standard raggiunti oggi, in altre parole, non sono paragonabili a quelli di settembre.

L’inizio della seconda ondata e tutte le avvisaglie delle criticità in arrivo, o di quelle che con la fine dell’estate erano già reali, restano però un monito. “Cercheremo di tenere viva la comparazione tra le prime settimane di scuola di settembre e quelle della nuova ripresa. Un confronto importante – sottolinea in conclusione il dottor Catanoso – per comprendere se il sistema è in grado di reggere. In caso di reazione negativa, ci attiveremo per mandare segnali attraverso le prefetture e le istituzioni scolastiche, al fine di aggiustare il tiro nel minor tempo possibile”.

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