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Varese | 22 Gennaio 2021

ATS Insubria, vaccini Covid: raggiunta quota 30 mila, ma i tagli alle forniture costringeranno a rallentare

Positivo il ritmo delle somministrazioni sui territori di Varese e Como. Catanoso: "Con i tagli annunciati da Pfizer priorità ai richiami". Vicino il sì ad AstraZeneca

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Il territorio insubrico supera quota 30 mila vaccinazioni anti Covid effettuate, e il dato chiude una settimana che, nonostante le preoccupazioni per le incertezze legate alle prossime forniture – tema centrale nel dibattito nazionale e internazionale sull’evoluzione della pandemia -, si è rivelata soddisfacente sotto il profilo dei progressi compiuti.

Anche la lettura del dato provinciale, con il passaggio dalle quasi 7 mila somministrazioni al 14 gennaio, alle 20 mila raggiunte ieri, è un segnale positivo del lavoro svolto, merito della macchina organizzativa allestita da ASST Sette Laghi.

Il problema dei ritardi già annunciati da Pfizer è però, come detto, reale. “Ci prepariamo ad una riduzione del 20% nella fornitura della prossima settimana – afferma il direttore sanitario di ATS Insubria, Giuseppe Catanoso – ma non ci faremo cogliere impreparati. Dobbiamo garantire il richiamo a chi si è già sottoposto alla prima somministrazione e per non vanificare gli sforzi, date le criticità emerse con l’azienda produttrice, abbiamo previsto un accantonamento delle dosi che ci sono già state consegnate”.

Nei prossimi giorni ci saranno probabilmente meno vaccinazioni, il che potrebbe far slittare l’inizio della cosiddetta “fase 1 bis“dedicata alle inoculazioni per soggetti ultra ottantenni, liberi professionisti del settore sanitario e forze dell’ordine. Il rallentamento non dipende dall’Italia, né tantomeno dagli apparati locali.

Sulla questione dei ritardi è intervenuta recentemente perfino la stessa Pfizer, aprendo alla possibilità di vaccinarsi fino a quaranta giorni dopo la somministrazione della prima dose, una prospettiva che non convince i vertici dell’Agenzia per la Tutela della Salute. “Meglio evitare – è il commento al riguardo del dottor Catanoso –  e completare la procedura nei tempi originariamente previsti. Il richiamo garantisce una copertura con efficacia del 90%“, che tradotto significa evitare a tutti i costi il rischio che questo parametro venga dimezzato. Anche se il prezzo da pagare sarà ridurre momentaneamente il raggio dei beneficiari.

C’è infine una data a cui si guarda con attenzione, quella del 29 gennaio, giorno per cui è attesa l’approvazione da parte dell’Ema (Agenzia europea del farmaco) del siero di AstraZeneca che consentirà di tamponare rispetto alla “questione ritardi” e, soprattutto, permetterà di partire con la fase successiva. Quella che precede la vaccinazione di massa.

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