Era stato valutato come possibile in casi drastici lo scorso 9 dicembre, ma oggi lo scenario peggiore nella lotta al Covid oltre confine è diventato reale a tutti gli effetti. Bar, ristoranti e numerosi spazi per il tempo libero, comprese le strutture sportive (ma non gli impianti sciistici) subiranno un mese di chiusura, dal 22 dicembre al 22 gennaio.
Lo ha stabilito il Consiglio federale annunciando l’ennesima stretta per limitare l’impatto del coronavirus nel periodo delle festività, durante il quale è stato chiesto ai cittadini di evitare viaggi e spostamenti non indispensabili.
Parzialmente “salvi” i negozianti, che dovranno però limitare gli accessi giornalieri della clientela e chiudere anticipatamente alle ore 19, con serrata totale invece per quanto riguarda la domenica e i giorni festivi.
I numeri della pandemia continuano a preoccupare le istituzioni di Berna, che hanno comunque lasciato uno spiraglio ai singoli Cantoni, nel caso in cui la situazione dovesse migliorare da qui ai prossimi trenta giorni. Il concetto di “miglioramento” è chiaro: il tasso di riproduzione del virus dovrà scendere sotto l’1 affinché i governi territoriali possano decidere in serenità di allentare le misure (il tasso attuale a livello di confederazione è di 1,13).
Nell’ultima settimana la Svizzera ha registrato 30 mila nuovi casi, con un aumento del 10% rispetto ai sette giorni precedenti. Rilevante anche il numero dei ricoveri, 883 con 464 pazienti in terapia intensiva, e quello dei decessi: 510.
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