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Castelveccana | 27 Novembre 2020

Barriere fonoassorbenti a Castelveccana, un’altra sentenza storica: ora i lavori

Il verdetto del Consiglio di Stato ricalca in appello quello del TAR dello scorso anno. RFI dovrà installare gli apparecchi chiesti da un privato cittadino

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Dopo il primo pronunciamento del TAR ora è arrivata una seconda conferma: RFI dovrà provvedere all’installazione di barriere fonoassorbenti lungo la linea Laveno-Luino nel tratto di Castelveccana, dove un privato cittadino – sostenuto dall’amministrazione – denuncia da anni le pesanti conseguenze sulla quiete pubblica e sulla sicurezza create dal passaggio dei mezzi.

Al verdetto emesso dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio la scorsa estate, si è aggiunto quello del Consiglio di Stato che dà una svolta alla vicenda, almeno dal punto di vista procedurale.

Per RFI e ministero dell’Ambiente, gli enti a cui il privato cittadino firmatario delle istanze si era rivolto per avere delucidazioni, lo scenario non cambia dopo il legittimo appello a seguito del responso del giugno 2019: non ci sono vincoli paesaggistici o altre criticità che impediscano agli enti preposti di installare gli apparecchi.

Resta da capire, come si apprende dalle pagine de La Prealpina nell’articolo firmato da Simone Della Ripa, quali saranno le tempistiche di intervento, per ora sconosciute persino al primo cittadino di Castelveccana, Luciano Pezza, che sempre attraverso il quotidiano locale, auspica un incontro a breve con gli enti responsabili per poter studiare le soluzioni adeguate.

La portata della sentenza è da tale da coinvolgere inevitabilmente gli altri territori lacustri della costa, dove il provvedimento sembra destinato a fare giurisprudenza.

E’ davvero una buona notizia – commenta l’ex sindaco di Luino Andrea Pellicini, che da primo cittadino negli ultimi dieci anni ha conosciuto la materia, seguendo gli avvicendamenti a livello locale -. La giustizia sanziona la prepotenza dello Stato contro il comune cittadino. Anche sulla linea ferroviaria del lago Maggiore dovranno finalmente essere rispettati i diritti delle comunità locali per le quali in questi anni i sindaci del territorio si sono battuti. E’ proprio il caso di dire che c’è un giudice a Berlino”.

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