Ora che l’esperienza amministrativa della nuova squadra di governo della città ha preso il via, non esistono ulteriori ostacoli per il sindaco di Luino Enrico Bianchi, e per i suoi collaboratori, rispetto all’esigenza di riprendere in mano la questione di piazza Aldo Moro per giungere ad una risoluzione definitiva delle problematiche.
A ragionare in questi termini è uno dei residenti del condominio “Centro di vita”, che sorge proprio nella zona della sopra citata piazza, situata a Voldomino inferiore e già lo scorso anno al centro di una lunga e complicata vicenda burocratica che a inizio dicembre era giunta anche tra i banchi del consiglio comunale dove, complice la particolare sensibilità al tema dei residenti voldominesi e il lungo tempo da cui la vicenda si trascina, non erano mancati alcuni interventi dai “toni alti” e di pubblica protesta.
L’oggetto del dibattito non ancora chiuso, riassunto in estrema sintesi, è il seguente: il Comune negli ultimi vent’anni non ha potuto organizzare l’attività di completa manutenzione della piazza perché la stessa, carte alla mano, risultava essere nelle disponibilità del condominio. Un cavillo che per tutto questo tempo ha privato il luogo dello “status pubblico” in relazione alle esigenze manutentive manifestate dai residenti: cura del verde, degrado nelle condizioni dei fabbricati, asfalto pericoloso e altro ancora. Solo un passaggio di proprietà – affrontato già nel 2015 ma senza arrivare ad una risoluzione effettiva – con l’aggiunta di nuove norme da rispettare, dettate dall’ente comunale, avrebbe sbloccato una volta per tutte la situazione.
“Attualmente sia la piazza che la strada attorno sono stati ceduti al Comune – sottolinea oggi Vincenzo D’Orazio, uno dei residenti – pertanto mi aspetto che, superato il cavillo sulla proprietà, la nuova amministrazione inizi seriamente ad interessarsi del problema. Personalmente cercherò di tener sempre alta l’attenzione finché non vedrò fatti concreti, e spero che altri mi seguiranno. Non è possibile che da oltre vent’anni il cosiddetto ‘Centro di Vita’ sia ‘Centro degli Abbandonati'”.
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