Cuveglio | 23 Novembre 2020

Covid, tornano i “buoni spesa”: da Cuveglio l’appello per coinvolgere i produttori locali

La misura fa parte del decreto "ristori ter", in arrivo 400 milioni per i Comuni. La proposta di "Cuveglio al Centro": impiegare i ticket nei negozi di prossimità

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Con l’approvazione del decreto “ristori ter” di cui si attende l’inserimento in Gazzetta ufficiale, torneranno a disposizione dei singoli territori i fondi extra previsti dal Governo per le famiglie in difficoltà.

Tra le misure messe a punto dal Consiglio dei ministri e poi inserite nel maxi provvedimento, figura anche un fondo di 400 milioni di euro interamente destinato ai Comuni. Come verranno impiegati questi soldi? Per il solo scopo di aiutare i nuclei familiari più bisognosi, in particolare ricorrendo ai cosiddetti “buoni spesa“, strumenti già sperimentati durante la prima fase dell’emergenza pandemica.

Già lo scorso mese di aprile il Governo aveva riservato alle amministrazioni locali ampi margini di decisione rispetto alle modalità e alle regole con cui disciplinare l’assegnazione di tali buoni. Stando alla bozza del decreto “ristori ter” circolata nelle ultime ore, l’orientamento in vista dell’ormai imminente nuova erogazione, pare essere lo stesso: saranno i Comuni a decidere come i cittadini, con i requisiti necessari, dovranno spendere i buoni spesa che andranno da un minimo di 300 ad un massimo di 500 euro, a seconda della tipologia di nucleo familiare e dei suoi componenti.

E’ qui che si inserisce la proposta del gruppo di minoranza “Cuveglio al centro”, firmatario di una mozione che verrà discussa giovedì sera in consiglio comunale. Il testo del documento contiene la richiesta di inserire negozi di prossimità e produttori locali nella lista degli esercenti a cui i destinatari dei buoni potranno rivolgersi per effettuare acquisti, che ancora una volta saranno esclusivamente circoscritti all’ambito alimentare e dei beni di prima necessità.

Un simile appello era stato avanzato dal gruppo di minoranza la scorsa primavera, quando il Comune aveva indicato come unico “rivenditore” di riferimento un supermercato presente in paese.

Cambiare il metodo di distribuzione è dunque l’essenza del documento, firmato dagli esponenti di “Cuveglio al centro” Matteo Rossi e Nicolò Alagna che chiedono inoltre di istituire un “elenco aperto in cui iscrivere gli esercizi commerciali” che intenderanno aderire alla seconda fase di “solidarietà alimentare”.

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