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Valganna | 22 Novembre 2020

Valganna, “Perchè non autorizzare gli spostamenti per andare dai parrucchieri?”

Una lettera segnalazione quella inviata in redazione da un cittadino che denuncia quanto sta avvenendo nel territorio

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Da quando è stata istituita la zona rossa in Lombardia è vietato spostarsi dal Comune di residenza ad un altro se non per comprovate esigenze di necessità, lavoro e salute. Nei giorni dopo la firma del Dpcm, però, sono arrivate le FAQ del Governo, nelle quali è stato spiegato come i cittadini hanno il diritto di superare i confini del proprio Comune di residenza per recarsi in un supermercato più economico.

Lo stesso, però, non si può dire per raggiungere il parrucchiere di fiducia e a dirlo è stato nella giornata di giovedì il Prefetto di Varese, il dottor Dario Caputo, che ha risposto all’appello lanciato da Confartigianato Varese. “Si ritiene che, in tale contesto, non possa assumere alcuna rilevanza l’aspetto fiduciario che caratterizza i rapporti tra consumatori ed esercenti, atteso che una diversa interpretazione condurrebbe inevitabilmente all’elusione del dettato normativo”.

Una decisione, però, che ha suscitato le critiche di diversi cittadini, tra cui anche un uomo residente a Marchirolo. “Il Prefetto di Brescia, il dottor Attilio Visconti, lo scorso 14 novembre, in risposta ad alcune associazioni di categoria locali in merito allo spostamento in comuni diversi dal proprio per recarsi da parrucchiere e/o barbiere, con molto buon senso, ha autorizzato tale spostamento tenendo in considerazione tale necessità soprattutto nella rete dei piccoli comuni (che rappresentano circa l’80% del totale Italia)”.

“Lo stesso ha naturalmente sottolineato l’esigenza del rispetto delle misure anti-Covid – si legge nella missiva del cittadino residente a Marchirolo -, già da tempo attuate dai suddetti esercenti. In un’area come la Valganna, dove io vivo, per esempio ci si rivolge, per i servizi alla persona, al professionista di fiducia, magari da anni, e non perché è nello stesso comune; la cosa vale non soltanto per le nostre mogli”.

“Inoltre un parrucchiere posto in un comune di 2/3mila ‘anime’ non può stare in piedi solo con i clienti di tale paese. Nelle nostre zone, come in molte altre similari, ciò che ha consentito di raggiungere un discreto livello di benessere, oltre al lavoro dei frontalieri, è la così detta economia di valle, che purtroppo questa maledetta pandemia sta distruggendo. Mi auguro che questa sensata iniziativa possa essere rivista ed estesa anche alla nostra provincia”.

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