E’ in un articolato processo di digitalizzazione la chiave del cambiamento per l’Amministrazione federale delle dogane.
L’ente svizzero ha infatti da poco comunicato le linee guida del suo imminente piano di sviluppo. L’ambizione è quella di velocizzare le pratiche di carattere burocratico inerenti la struttura, automatizzandole, in modo tale da poter riservare maggiori risorse alle attività di controllo che si svolgono alle frontiere.
E’ qui che entra in gioco la nuova campagna di reclutamento lanciata dall’ente in concomitanza con un’altra importante novità: la fusione di due profili professionali – specialista doganale e guardia di confine – in un’unica figura, lo “specialista doganale e sicurezza dei confini“.
Ai nuovi addetti verrà affidata la gestione dei controlli globali delle merci, delle persone e dei mezzi di trasporto, e ad ognuna di queste tre mansioni corrisponderà uno specifico percorso di apprendimento, attivabile a partire da agosto 2021.
In funzione della prossima estate, l’obiettivo dell’Amministrazione è quello di individuare settanta reclute, tra uomini e donne, con cui avviare una fase di formazione – stipendiata – della durata di due anni. L’organico sarà composto da soggetti con cittadinanza svizzera o del Principato del Liechtenstein, dotati di preparazione professionale di base e di buone conoscenze linguistiche, nonché di una adeguata predisposizione fisica per gestire le procedure di controllo applicate a scenari quali il traffico turistico, il traffico merci commerciali, il presidio al confine e sui treni.
Le pratiche per le candidature sono già consultabili attraverso i riferimenti online dell’Amministrazione federale delle dogane. Lo si apprende da alcuni banner pubblicitari che introducono la ricerca di nuove leve attraverso una serie di storie provenienti dalle cronache degli ultimi anni, e relative ovviamente al contesto in cui opera la figura professionale in questione.
Gli episodi citati sono tutti emblematici: il ritrovamento di un cobra in una valigia, quello di decine di stecche di sigarette nel vano esterno di un pullman e di armi da fuoco con centinaia di munizioni situate nell’auto di due insospettabili anziani; il rinvenimento di tartarughe a rischio estinzione nel bagaglio di una donna proveniente dal Marocco e di chili di droga nascosti in un pupazzo.
Ogni caso è accompagnato da un disegno esplicativo e, soprattutto, da un quesito di carattere motivazionale che invita all’immedesimazione i potenziali interessati alla posizione di specialista: “Lo avresti notato anche tu? Saresti stato in grado di mantenere il sangue freddo?”.
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