Brusimpiano | 18 Novembre 2020

Brusimpiano, la “nuova vita” della piscicoltura inizia con centomila uova

Primo importante traguardo per la struttura travolta dalle conseguenze del nubifragio estivo. Obiettivo ripopolamento, ma per il ciclo completo ci vorranno due anni

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Il violento alluvione estivo dello scorso giugno ha rischiato seriamente di compromettere in maniera irreversibile l’attività della piscicoltura di Brusimpiano, a causa del devastante impatto provocato alla struttura dall’esondazione del fiume Trallo.

In quei difficili giorni l’Unione Pescatori del Ceresio ha capito di dover tenere duro per compiere uno sforzo senza precedenti, motivato dalla passione per la fauna ittica e per le peculiarità naturali del territorio lacustre, ma anche dalla necessità di fare i conti con la perdita di circa 250 mila avannotti, diretta conseguenza della tracimazione del fiume e del successivo riempimento, con sassi e detriti, della vasca di captazione dell’incubatoio.

Oggi, però, agli immani sforzi compiuti dai volontari, grazie anche ad un contributo economico della Comunità montana del Piambello per il rifacimento delle strutture danneggiate, i primi risultati sono venuti a galla, insieme alle centomila uova di trota conteggiate durante la fase iniziale di spremitura: 70 mila uova di trota fario e 30 mila uova di quella lacustre.

Ad annunciare la bella notizia è il quotidiano La Prealpina, in un articolo firmato da Sabrina Narezzi. “Non è stato un miracolo – precisa attraverso le pagine del quotidiano Alberto Borroni, coordinatore della piscicoltura – ma il risultato di tanta buona volontà da parte nostra”.

Lo stesso Borroni ha poi specificato che ci vorranno circa due anni per poter riprendere a pieno regime il ciclo di produzione, facendo leva sulle centocinquanta trote fattrici che si sono salvate dal nubifragio e dai suoi tremendi effetti. Intanto, la spremitura continua.

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