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Cassano Valcuvia | 13 Novembre 2020

Covid, Cassano Valcuvia: 200 persone al primo giorno di “tamponi drive through”

Per oggi convocati altri 350 soggetti, nessuna criticità riscontrata. Magrini: "Non verranno attivati ulteriori punti", ma si pensa al potenziamento dei singoli presidi

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Si è svolto in linea con la tabella di marcia prestabilita da ATS Insubria, e senza particolari intoppi, il primo giorno di “tamponi drive through” presso il centro allestito in via Provinciale a Cassano Valcuvia, nell’area della ex sede di Comunità montana.

La fase di “rodaggio” del servizio ha portato, come previsto, all’esecuzione di circa 200 tamponi (208 nello specifico), mentre per oggi sono già state convocate altre 350 persone tramite la rete della medicina generale.

Nessuna criticità registrata da parte dei tre medici dell’Esercito che si occupano di ricevere i convocati tra le due postazioni – tenda allestite nel capannone dell’area, dove sono presenti, per gestire la fase di accettazione, anche alcuni addetti di ATS affiancati dai volontari della Protezione civile. Lo standard annunciato da Marco Magrini, responsabile Covid di ATS per il territorio insubrico, è di 500 tamponi al giorno per il presidio della Valcuvia che, come già sottolineato, ha un bacino d’utenza molto elevato: 160 mila persone circa, pari al numero di abitanti di tutti i paesi dell’alto Varesotto che rientrano nell’ambito delle due Comunità montane locali (Valli del Verbano e Piambello).

Ampliando lo sguardo al resto della provincia, l’organizzazione del tracciamento procede con numeri soddisfacenti per l’Agenzia di Tutela della Salute. Oscillano tra i 1200 e i 1300 i tamponi eseguiti quotidianamente presso le sette postazioni della località Fontanelle di Malnate (già prospettata la possibilità di raggiungere quota 2000 estendendo l’orario di attività); 450 quelli eseguiti ogni giorno in via Ottorino Rossi a Varese, mentre sono circa 700 le persone che puntualmente vengono convocate in via Monte Generoso, sempre a Varese, per i test rapidi. “Una procedura – spiega Marco Magrini – che può essere sostituita da un isolamento domiciliare di quattordici giorni. Per questo al centro si presenta quasi la metà dei convocati. Molti, soprattutto i giovani che non devono recarsi a scuola, preferiscono continuare l’isolamento”.

Il meccanismo che alimenta incessantemente il processo è ben oliato, ma da alcuni distretti della provincia, in particolare dai grandi centri urbani a confine con l’alto Milanese, diversi amministratori chiedono ad ATS di incrementare il numero di punti tamponi per fronteggiare al meglio la situazione contagi, sicuramente più critica tra Saronno, Gallarate e Busto rispetto alle fasce a nord.

“Di richieste così ne riceviamo molte – specifica ancora Magrini – ma riteniamo che il numero di punti tamponi allestiti sia sufficiente, anche per ragioni organizzative e legate alla disponibilità di risorse da impiegare. Quello che invece potrebbe rivelarsi utile, al di là dell’eventuale potenziamento dei presidi già in funzione, è l’allestimento di hotspot diffusi in sinergia con i Comuni. Si tratta di strutture per i tamponi rapidi attraverso cui isolare nell’immediato i soggetti sintomatici”.

Poche, infine, le problematiche riscontrate in fase di prenotazione. Il sistema a cui hanno accesso i medici di base, indica come destinazione il punto tamponi più vicino al luogo di residenza, che probabilmente entrando in conflitto con quello di domicilio, per singoli e sporadici episodi, ha creato qualche disagio negli spostamenti dei soggetti convocati. ” Ad oggi – afferma Magrini in conclusione – l’Agenzia non ha ricevuto segnalazioni di questo tipo”.

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