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Luino | 6 Novembre 2020

L’Istituto Comprensivo “B. Luini” sempre in prima fila contro bullismo e cyberbullismo

L'episodio di violenza, perpetrato da alcuni ragazzini nei confronti di un compagno, ha causato indignazione. La scuola è impegnata da anni

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L’episodio di bullismo avvenuto qualche giorno fa a Luino, fuori dall’Istituto Comprensivo “Bernardino Luini” di viale Rimembranze, ha indignato i cittadini e le famiglie del territorio, soprattutto quelle che vedono i figli frequentare le scuole primarie di secondo grado del paese lacustre.

La scuola, però, da anni, ormai, ha avviato un piano didattico-educativo, rivolgendolo alle centinaia di studenti e alle loro famiglie sulla sensibilizzazione e al contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Si tratta di diverse iniziative ed eventi non solo durante le ore di lezione, in collaborazione con l’associazione Pepita Onlus, ma anche per attività extrascolastiche.

“Sia il sindaco che io – commenta la vicesindaco Antonella Sonnessa, nonché assessore all’Istruzione -, siamo vicini al ragazzo e alla sua famiglia, così siamo vicini al giovane che ha assistito alla scena. Non sottovalutano l’episodio, ma prima di parlare di bullismo, che prevede reiterate condotte vessatorie, bisognerebbe saperne di più. Sarebbe auspicabile che l’accaduto venga riportato quanto prima alla dirigente della scuola, al fine di individuare i soggetti coinvolti e verificare se si tratta di un singolo episodio o di plurime condotte violente. Un plauso al ragazzino che si è confidato con la madre, chi sa parli, sempre. Solo agendo in rete (famiglie, scuola, Comune) questi vergognosi episodi non si ripeteranno”.

A far eco alla vicesindaco Sonnessa, anche il responsabile delle attività su bullismo e cyberbullismo dell’Istituto, il professor Federico Parini: “La situazione è molto complessa, perchè spesso i genitori non dicono nulla. Bene ha fatto la mamma, in questo caso a rendere noto l’episodio. Come scuola è tre anni che ci occupiamo di questi temi, anche con lavori in classe, grazie alla collaborazione con Pepita Onlus e il Comune di Luino”.

I giovani studenti hanno partecipato ad attività in classe e in laboratorio, seguendo le lezioni teoriche e pratiche, dove viene messa in gioco la componente dinamica degli alunni grazie agli esperti di Pepita Onlus, realtà che da anni si occupa di queste criticità tra i ragazzi. “In questo modo i ragazzi si rendono conto di quanto è utile aiutarsi – continua Parini -. Gli operatori li mettono in guardia su tutti i vari rischi dei social network, facendo anche esempi gravi, visto che in alcuni casi purtroppo alcuni ragazzini si sono suicidati o sono finiti in ospedale dopo crisi autolesioniste”.

Lo scorso anno sarebbe dovuto partire un progetto per le prime medie, con capofila i Comuni di Luino e Laveno Mombello, che avrebbe portato gli studenti ad ottenere il patentito per l’uso dello smartphone, ma a causa del Covid-19 è stato rinviato. I ragazzi avrebbero dovuto fare un esame dopo aver seguito lezioni con l’obiettivo di educarsi al rispetto dei propri compagni in ogni sua piccola sfaccettatura.

Una problematica, però, evidenziata in questi anni di attività, sopratutto quelle extrascolastiche, è stata quella legata alla presenza dei genitori. Nonostante l’invito fosse rivolto a tutte le famiglie, quindi si tratta di 1300 circa alunni e 2600 genitori, i partecipanti sono sempre stati una cinquantina, tra cui docenti e rappresentanti dei genitori in Consiglio d’Istituto. All’interno di questi incontri, solitamente, vengono dati utili consigli e informazioni sull’attenzione da porre verso i propri figli per l’uso degli smartphone e dei social network, per capire se ci sono comportamenti anomali, manifestazioni di disagio o altro. “Sarebbe auspicabile una maggior partecipazione dei genitori”, conclude Parini.

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