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Roma | 9 Ottobre 2020

Accordo sui frontalieri, “Giudizio negativo sulla bozza, serve più collaborazione”

I deputati M5S Invidia e Currò commentano le prime indiscrezioni sulle richieste che il Ticino potrebbe formalizzare all'Italia. "Quali i vantaggi per il nostro Paese?"

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Sulla bozza del nuovo accordo per la doppia imposizione fiscale dei frontalieri intervengono i deputati M5S Niccolò Invidia e Giovanni Currò.

“Oltre alla questione di metodo – si legge in una nota firmata dai parlamentari – non capiamo in generale dove sia la parte conveniente per l’Italia. Parliamo di un male minore, il che è un concetto diverso da un beneficio maggiore. Siamo davanti non solo ad una discriminazione tra giovani e vecchi frontalieri ma anche al mantenimento, nel medio periodo, del solco della bozza di accordo del 2015″.

Il riferimento è alla notizia secondo cui la Svizzera sarebbe pronta a chiedere un aumento della percentuale di imposta alla fonte sul reddito dei frontalieri, per assicurarsi il passaggio dal 61% attuale all’80%. Un’imposizione che, stando sempre alle prime indiscrezioni, potrebbe riguardare soltanto i nuovi frontalieri, quelli cioè che verranno assunti a seguito dell’entrata in vigore dell’accordo, in relazione al quale Italia e Svizzera hanno espresso la volontà di chiudere entro la fine dell’anno.

“Va poi detto – si legge ancora nella nota – che non vi è nessuna garanzia che il Ticino non possa perseguire delle policy per disincentivare il lavoro dei ‘vecchi frontalieri’, incentivando quelli nuovi che sottostanno al nuovo accordo sfavorevole. Auspichiamo quindi da ora in poi maggiore condivisione (anche con il territorio) al fine di arrivare alla firma di un accordo davvero positivo per il territorio italiano e non solo per quello svizzero. Abbiamo delle istanze chiare e costruttive che continueremo a condividere con la Svizzera e con la maggioranza. Una certa voracità politica, nonché scarsa trasparenza, sta rischiando di mettere a repentaglio il bene del territorio”.

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