A un mese dal violento nubifragio di fine agosto la Veddasca – tra i territori più martoriati dell’intero alto Varesotto – resta ancora in attesa di capire quando e come verrà ristabilita la normalità.
L’immagine del cantiere a cielo aperto descritta a inizio settembre, è quasi perfettamente sovrapponibile a quella attuale, trenta giorni dopo la conta dei danni. Il Comune di Maccagno è in attesa di risposte importanti dalla Provincia di Varese per quanto concerne la strada che attraversa l’intera valle e che collega l’esteso territorio al confine con la Svizzera.
Nessuna novità, in proposito, sulla riapertura della SP5 (valico di Indemini incluso) e sull’altro fronte caldo, la messa in sicurezza definitiva della casa di Biegno a monte della strada, isolata dopo la frana. Nel primo caso l’amministrazione attende il responso dell’ente di Villa Recalcati, in seguito al quale potrà ragionare sulle tempistiche relative agli appalti e agli altri aspetti burocratici, che influiranno in maniera sicuramente rilevante.
Nel frattempo il Comune si organizza come può, intervenendo laddove le competenze lo consentono, a cominciare dai 150 mila euro recentemente stanziati. “Il 30 agosto l’ufficio Tecnico ha effettuato la prima stima dei danni – spiega il sindaco di Maccagno, Fabio Passera – individuando una decina di interventi prioritari, tra pulizia e sgombero delle macerie, quantificando l’impegno economico che abbiamo ratificato in consiglio comunale lo scorso lunedì”.
Si tratta dei fondi per i lavori di somma urgenza: i primissimi soldi con cui iniziare a mettere mano ai disastri causati dal maltempo, una parentesi dolorosa e tutt’altro che chiusa.
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