Mentre procede a spron battuto la petizione lanciata online da Legambiente Valceresio per “salvare il lago di Ghirla”, l’amministrazione comunale di Valganna prende posizione rispetto al dibattito social sul futuro dell’area verde. Dibattito che ruota attorno alla costruzione di un campo da calcio a sette su una sponda dal lago, fortemente criticata proprio dagli ambientalisti locali.
L’accusa principale è quella di voler mettere in secondo piano la salvaguardia del patrimonio naturale per la costruzione di una struttura che danneggerebbe il territorio e le sue specificità, ma dal municipio – dove gli addetti ai lavori ritengono di aver già risposto da tempo a Legambiente, in merito agli aspettati tecnici e paesaggistici della questione – il primo cittadino Bruna Jardini interviene per spostare l’attenzione su un aspetto della vicenda fino a qui non considerato, da quando lo scorso mese di giugno, ancora prima della petizione, Legambiente è tornata a sensibilizzare la comunità rispetto alle “ragioni del no al campo da calcio”.
Questo aspetto è di carattere giudiziario e riguarda la contesa tra il Comune – proprietario della superficie larga circa 50 metri su cui dovrebbe sorgere il campo – e un privato che invece detiene gli altri 300 metri circa confinanti. “Anni fa – spiega Jardini – tale proprietà privata ha recintato tutta l’area a spiaggia demaniale con una muratura, in parte con superiore rete metallica, chiudendo di fatto ogni possibilità di accesso al lago e togliendo ogni possibilità di utilizzo della sponda demaniale. Circostanza, questa, a tanti già nota e a tutti comunque ben visibile, considerate anche le numerose comunicazione dei residenti pervenute in Comune”.
Da qui la contesa – a suon di ordinanze di demolizione prontamente impugnate dalla proprietà – ancora non risolta: circostanza che inficia la piena fruibilità dell’area ma che ha inoltre spinto l’amministrazione, nelle ultime ore, a ribattere a Legambiente sul futuro della zona denominata “Tre Lago”. “In questa nostra battaglia – spiega ancora Jardini – l’amministrazione di Valganna è sempre rimasta sola. Legambiente, a cui sta tanto a cuore la salvaguardia della sponda del lago, non si è mai preoccupata di far valere l’interesse del cittadino e del territorio nei confronti degli interessi di privati”.
Perché dunque, riassumendo la linea del Comune, tanta sensibilità per il progetto del campo – che non sarà in sintetico ma sarà dotato di manto erboso e che è ha già ricevuto l’ok della Commissione paesaggistica e della Soprintendenza dei Monumenti di Milano – e, sul fronte della contesa con il privato, un’assenza totale degli ambientalisti? “Non è comprensibile – ribadisce la prima cittadina – come non possa dar fastidio un muro lungo 300 metri, costruito sulla spiaggia del lago, ed invece rovini la bellezza del lago il nostro campetto, ben mimetizzato, da costruire su richiesta dei ragazzi del paese”.
Nel frattempo, prima che il dibattito tornasse di attualità in Valganna, la zona “Tre Lago” è stata oggetto di lavori di messa in sicurezza rispetto a frane e smottamenti, grazie ai fondi regionali. Nei prossimi giorni, invece, l’amministrazione incontrerà proprio i giovani del paese che avevano chiesto il campo da calcio, per una decisione definitiva sul futuro dell’opera, inserita nel programma con cui il sindaco Bruna Jardini e la sua squadra si sono ripresentati agli elettori in occasione delle elezioni amministrative della passata primavera.
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