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Germignaga | 8 Settembre 2020

“Tutto è interconnesso, anche il clima”. Frank Raes ed Extinction Ribellion ad Èqualafesta

Il Sistema Terra in cui viviamo è fragile e per questo va preservato; importante ruolo che i giovani, in particolare durante il Fridays for Future

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(A cura della Comunità Operosa Alto Verbano) Nonostante le difficoltà organizzative anche quest’anno “Équalafesta”,manifestazione dedicata ai temi della solidarietà, dell’ambiente e della responsabilità, si è potuta svolgere. Tra i tanti interventi in programma anche quello di Frank Raes, climatologo di fama mondiale che ha messo al centro del suo dibattito l’idea che tutto sia interconnesso. “Basta guardarsi intorno: il mondo vivente, inclusi noi umani, e il mondo non vivente sono interconnessi e fanno parte di un unico sistema che gli scienziati chiamano Sistema Terra. Negli ultimi 50 anni la ricerca scientifica ha capito come funzionano queste interconnessioni, dal ciclo dell’acqua al ciclo del carbonio, fino al ciclo di tutte le sostanze presenti sulla Terra”.

Il fatto che tutto sia interconnesso è meraviglioso ma anche preoccupante. Perché se noi, esseri umani, iniziamo a causare danni in una parte del Sistema Terra, questi, proprio a causa delle connessioni, possono facilmente estendersi ad altre parti del sistema. Facciamo due ovvi esempi.

Noi umani scaviamo ed estraiamo carbone, petrolio, metano, lo bruciamo per produrre energia da una parte e anidride carbonica dall’altra che entra nell’atmosfera. Lo facciamo con una velocità tale che le piante non riescono ad assorbire questa CO2 in più che quindi si accumula nell’atmosfera provocando il riscaldamento globale ed i cambiamenti climatici. Questi ultimi includono eventi estremi, sempre più frequenti, come le ondate di freddo e ondate di caldo, inondazioni e siccità, incendi boschivi.

Il secondo esempio è il Covid; gli esseri umani continuano ad attaccare ciò che resta del mondo selvaggio. Creiamo terreni agricoli nelle profondità delle foreste tropicali, catturiamo animali selvatici e li scambiamo come cibo o come trofei; abbiamo ampliato le possibilità che i virus saltino dai loro ospiti selvaggi agli esseri umani dove fanno strage. I virus mostrano semplicemente come siamo fondamentalmente collegati, attraverso il nostro materiale genetico, a tutta la vita.

L’interconnessione delle cose è preoccupante, ma fornisce anche un motivo per rimanere fiduciosi: anche le soluzioni sono interconnesse. Se ripristiniamo i danni in una delle parti del Sistema Terra, questi miglioramenti possono estendersi anche ad altre parti. Se riduciamo, ed eventualmente facciamo a meno, dei combustibili fossili, carbone, petrolio e gas, se lo facciamo nel nostro territorio – usando meno la nostra auto, riducendo il riscaldamento nelle nostre case, installando pannelli solari – miglioreremo la qualità dell’aria qui a Germignaga e quindi della nostra salute.

A questo punto nasce una domanda: cosa possiamo fare, qui a Germignaga, in Italia, nel resto del mondo? Quali sono le buone pratiche? Per dare una parte della risposta voglio prima parlare di un altro tipo di interconnessione. A differenza delle altre di cui abbiamo parlato, questa interconnessione non può essere data per scontata e bisogna lottare per essa: è l’interconnessione tra i vari livelli che esistono nella società umana, che vanno dall’individuo, dove ciascuno di noi può prendere decisioni per se stesso, fino al collettivo dove le decisioni vengono prese dai politici.

Quando sentiamo parlare di cosa si può fare sul cambiamento climatico, troppo spesso sentiamo che spetta a ciascuno di noi cambiare il nostro modo di vivere: dipende dall’individuo. Il problema è che viviamo in una società con sistemi energetici, sistemi di trasporto e sistemi alimentari basati sull’uso di combustibili fossili e sulla distruzione delle foreste; abbiamo quindi bisogno di decisioni ai vertici del mondo politico, economico e finanziario, decisioni su come utilizzare fondi pubblici e privati per compiere la grande transizione dall’uso dei combustibili fossili e dalla distruzione della natura.

Circa due anni fa è stata creata una Rete sostenuta da varie associazioni ambientaliste sulla sponda orientale del Lago Maggiore, al fine di unire le forze nella lotta al cambiamento climatico. Include Legambiente, Fridays for Future, la Comunità Operosa Alto Verbano e altri. Si chiama Rete per il Clima del Verbano (www.reteperilclimadelverbano.it) ed è riuscita a far approvare, da undici amministrazioni comunali, un documento che spieghi l’emergenza del cambiamento climatico. In questo modo queste amministrazioni, prendendo sul serio l’emergenza climatica, si muoveranno, nei limiti del loro mandato, per ridurre le emissioni di gas serra. I

In alcune città, a breve, ci saranno le elezioni ed è importante ricordare ai candidati sindaci il documento che è già stato firmato da diversi Comuni. Questo è un ottimo esempio di come dal livello individuale, attraverso il lavoro delle associazioni, possiamo raggiungere il livello politico e, infine, l’azione. Voglio anche aggiungere l’importante ruolo che i giovani, in particolare di Fridays for Future, hanno svolto nel promuovere questo documento e nel portarlo all’attenzione delle amministrazioni comunali.

Una seconda cosa che la Rete per il Clima del Verbano sta facendo è elencare le buone pratiche per ridurre le emissioni di gas serra.  L’idea è di far sapere a tutti coloro che vogliono fare qualcosa che non siamo soli, che altri l’hanno fatto prima di noi ed anche a livelli che hanno un impatto maggiore si sta facendo qualcosa.

Dopo l’intervento di Frank Raes, una ragazza ha letto una lettera inviata da Pasquale Pagano di Extinction Ribellion di Bologna (www.extinctionrebellion.it) che non ha potuto partecipare, nella quale ha ringraziato Èqualafesta per aver coinvolto il movimento. “La nostra missione – scrive Pagano – è scuotere i cittadini come noi per coinvolgerci tutti insieme nell’opera enorme di chiedere ai nostri governi azioni concrete. Anche per questo facciamo spesso ricorso a gesti di sacrificio individuale più estremi come lo sciopero della fame.

Infine  Pasquale Paganoriflette sulle vicissitudini per l’organizzazione di Èqualafesta: “Un evento di sensibilizzazione sul cambiamento climatico e sull’attivismo in generale, annullato causa piogge estreme; pur sembrando una beffarda barzelletta è una delle tante manifestazioni – per fortuna senza conseguenze – del cambiamento climatico”.

L’interconnessione tra ogni cosa è ciò su cui si fonda l’equilibrio del Sistema Terra: è da questo equilibrio che dipende la nostra sopravvivenza ed è questo equilibrio che dobbiamo difendere se vogliamo scongiurare il collasso del sistema e quindi della nostra civiltà.

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