Luino | 30 Agosto 2020

Luino, il messaggio domenicale di don Sergio: “Aperti al futuro, guardiamo avanti con fiducia”

L'inizio di un nuovo anno pastorale e l'arrivo di don Giuseppe sono uno stimolo a ripartire, dopo l'emergenza e l'estate, "con la voglia di costruire qualcosa di bello"

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(don Sergio Zambenetti) La scorsa domenica abbiamo salutato don Massimiliano con grande affetto e con una grande partecipazione di popolo, segno concreto del suo ministero svolto qui a Luino e riconosciuto proficuo da molti. Ora è necessario dare continuità agli sforzi compiuti da don Massimiliano e lui stesso ha detto a conclusione della s. Messa in Oratorio: “Sarebbe un dispiacere per me sapere che qualcuno non viene più in oratorio perché non ci sono io, vorrebbe dire che ho sbagliato qualcosa o che non è stato capito il mio desiderio di condurre tutti a seguire Gesù”.

L’inizio di un nuovo anno e l’arrivo di don Giuseppe, che saluteremo a tempo opportuno, ci spinge a guardare in avanti, a ricominciare con la voglia di costruire qualcosa di bello, sperando di riprendere con un po’ di normalità tutte le attività pastorali, bloccate o frenate dal Covid-19.

Per molti questa settimana è il tempo della ripresa dopo le ferie o dopo la pausa estiva, che penso sia stata vissuta rileggendo il periodo abbastanza traumatico vissuto, con quella sapienza del cuore a cui ci invita il nostro Arcivescovo. Anche la nostra Comunità Pastorale dovrà ricominciare a pensare in quale modo riprendere le attività pastorali nei diversi ambiti, anche se le limitazioni del momento ci chiedono molta attenzione e precauzione.

Non dobbiamo però fermarci, è necessaria un po’ di creatività, perché il regno di Dio non può smettere di crescere e l’annuncio del Vangelo esige di essere annunziato dentro questo nostro mondo un po’ confuso e smarrito. Ce lo insegna Gesù nella pagina del Vangelo di questa domenica, dove la folla lo ricerca, mentre egli è in disparte con i suoi discepoli che erano ritornati dalla missione a cui egli li aveva inviati. “Egli accolse le folle e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure”. Mi sembra chiaro che queste parole ci dicano la forte richiesta degli uomini di ascoltare una parola che dia conforto e che dia speranza, mentre tutto attorno a noi a volte sembra parlare diversamente. Dio non ha mai smesso di confortare il suo popolo, di sollecitarlo a non avvilirsi, ma ad andare avanti con fiducia e questo attraverso la parola dei profeti. Ora a noi è chiesta questa profezia, che nasce dal nostro battesimo e che ci inserisce in Cristo, venuto nel mondo per innovarlo e per aprirlo alla novità della salvezza.

Vi invito, perciò ad accogliere le parole del Signore Dio che ci vengono donate attraverso il profeta Isaia, nella prima lettura di questa domenica: “Ecco, io creo nuovi cieli e nuova terra; non si ricorderà più il passato, non verrà più in mente, poiché si godrà e si gioirà sempre di ciò che sto per creare, poiché creo Gerusalemme per la gioia, e il suo popolo per il gaudio. Io esulterò di Gerusalemme, godrò del mio popolo. Non si udranno più in essa voci di pianto, grida di angoscia”. Il desiderio del Signore Dio si avvera nel suo Figlio Gesù e a noi, suoi discepoli, è chiesto di aiutarlo a realizzarlo, mettendoci in ascolto della sua Parola e realizzandola giorno dopo giorno.

Ci aiuti la Vergine Maria della Cintura che in questa domenica veneriamo e festeggiamo nella chiesa prepositurale.

In questa settimana vi invito a pregare per i diaconi della nostra diocesi, che sabato prossimo saranno ordinati sacerdoti nel Duomo di Milano dal nostro Arcivescovo Mario Delpini. Due di loro hanno svolto il loro servizio nella nostra Comunità Pastorale e nel nostro decanato: don Alessandro Fornasieri e don Lorenzo Valsecchi. Loro sono un segno del futuro della nostra Chiesa ambrosiana. Buon inizio di settembre.

Per consultare l’ultimo numero del bollettino comunitario “Oltre l’apparenza”, cliccare qui.

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