Laveno Mombello | 22 Luglio 2020

Ordinanza a Laveno, i gestori dei bar: “Non possiamo essere danneggiati per colpa degli incivili”

Dalle testimonianze raccolte dei locali del centro emerge un malcontento diffuso. "L'emergenza sanitaria ci ha messo a dura prova, ora abbiamo necessità di lavorare"

Un weekend ricco quello che avrà inizio nella serata di oggi a Laveno Mombello
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A due settimane circa dall’ordinanza che regolamenta gli orari di attività e chiusura degli esercizi commerciali quali bar e ristoranti, sono sorte diverse polemiche nella comunità di Laveno Mombello, soprattutto nei locali più frequentati del centro. Sono diverse le posizioni di alcuni gestori in riferimento all’attuale situazione post-Covid e alla gestione delle attività alla luce delle ultime regole disposte.

L’ordinanza impone che fino al 31 luglio i suddetti locali chiudano all’una del giorno successivo e che non si vendano bevande alcoliche e superalcoliche d’asporto a partire dalle ore 23; qualora l’ordinanza venisse violata è prevista una sanzione amministrativa che impone il pagamento di una somma di denaro che va dai 400 euro ai 3000 euro.

La riapertura post Covid-19 ha portato con sé la riduzione dei posti a sedere ma ha concesso la possibilità di adibire spazi esterni, anche pubblici, come da volontà dell’amministrazione comunale, per permettere ai locali di recuperare i tavolini e le sedie perse, a causa delle nuove regole di distanziamento.

Le nuove disposizioni si inseriscono in un contesto evidentemente complicato ed esasperato: Laveno Mombello infatti è da tempo teatro di spiacevoli episodi serali quali corse “da rally” per le vie del centro, violenti liti che minano l’immagine del paese e compromettono la sicurezza di tutti i suoi cittadini ed episodi di abbandono di immondizia in diverse zone in particolare sul lungolago De Angeli e in zona Gaggetto, dove però la vicenda ha recentemente avuto una svolta positiva in merito all’individuazione dei responsabili da parte dei carabinieri locali. Quello che emerge con forza è la richiesta di controlli più mirati e capillari su coloro che non si attengono a comportamenti consoni alle norme.

A pagarne le spese sono quindi i gestori dei locali frequentati alla sera da giovani e non che si vedono limitati nelle loro attività. A “La Pinta“, pub birreria sito in Viale Garibaldi, il malcontento è palpabile: “Non è colpa nostra se la gente è incivile e bivacca lasciando sporcizia e schiamazza fino a tarda ora” dice il gestore del locale. “Non possiamo pagarne noi le conseguenze. In questo periodo in cui le persone preferiscono stare in luoghi aperti e più prossimi al lago, i nostri clienti arrivano al locale verso le 22.30 e noi abbiamo pochissimo margine di tempo per servirli. Inoltre non possiamo vestire i panni di baristi e di “sceriffi” allo stesso tempo, non possiamo ammonire le persone ogni volta che non si igienizzano le mani o entrano ed escono senza mascherina”.

Anche al “Patrick’a Kafè“, bar collocato su Lungolago Alessandro Volta, i pareri sono unanimi: “A differenza di tutti gli altri locali di Laveno noi lavoravamo molto sull’asporto e questa ordinanza ci ha sicuramente danneggiati; come al solito manca meritocrazia e si preferisce punire in generale piuttosto che sanzionare il singolo, con il risultato che ci va di mezzo anche chi non c’entra” dice Patrick, gestore del locale. E continua “la gente che frequenta questo bar si è sempre dimostrata abbastanza rispettosa delle regole dunque abbiamo avuto pochissimi episodi di infrazione”.

Nel bar “Al Rosselli” la situazione non migliora certamente: i proprietari sono riusciti a ricavare qualche seduta, nelle aree messe a disposizione dal Comune precedentemente adibite a parcheggio, le quali rimarranno tali fino a fine ottobre. Marianna, la proprietaria, spiega le sue rimostranze: “L’estate è appena cominciata e l’ordinanza pare rimarrà in vigore fino al 31 luglio, dunque teniamo duro; se la situazione non dovesse migliorare però la gente preferirà altri paesi, con la conseguente perdita di introiti e di immagine che colpirà tutti i settori”. (Foto © Luigi Caimi)

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