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Luino | 7 Giugno 2020

Luino, obiettivo campi estivi: tante perplessità per famiglie, oratori e associazioni

Complesse e articolate le linee guida ministeriali. Tanti i requisiti richiesti in vista del 15 giugno. Pellicini: "Pronti al confronto con associazioni e parrocchie"

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Come in Valcuvia, anche nel Luinese è iniziato il confronto tra enti pubblici e associazioni per giungere con idee e progetti ben definiti al 15 giugno, giorno di apertura dei campi estivi secondo quanto stabilito dalle direttive ministeriali.

Quella alle porte sarà un’estate senza precedenti e le conseguenze portate fino a qui dal coronavirus toccheranno da vicino anche le attività degli oratori feriali e dei campi promossi, come da tradizione, da diverse realtà lacustri. Sportive e non.

Numerose le direttive emanate, la cui mole e specificità rischia di mettere in crisi le risorse umane ed economiche dei gestori. Non sarà infatti semplice garantire sotto tutti i punti di vista evidenziati le condizioni ideali e corrispondenti agli standard, ma sarà ad ogni modo fondamentale dotarsi di ogni requisito per presentarsi alla partenza con le carte in regola, cioè tenendo fede alle normative e con l’offerta in grado di soddisfare le richieste delle famiglie, già numerose.

Le attività, si apprende dal lungo dossier contenente le linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia della presidenza del Consiglio dei ministri, dovranno essere studiate per fasce d’età. Tre nello specifico: per la scuola dell’infanzia (bambini dai tre ai cinque anni), per la scuola primaria (bambini dai sei agli undici anni), per la scuola secondaria (adolescenti dai dodici ai diciassette anni). Tutte le attività saranno programmate per un numero chiuso di partecipanti, da definire sulla base delle caratteristiche delle strutture a disposizione e dei relativi spazi (dovranno essere privilegiati quelli esterni, ma non costituiranno l’unica prerogativa).

Alle fasce d’età sarà affiancata la suddivisione degli iscritti in piccoli gruppi, ai quali saranno assegnate delle figure adulte come riferimento: una ogni cinque bambini per i gruppi delle scuole dell’infanzia, una ogni sette bambini per quelli delle scuole primarie, una ogni dieci adolescenti per i gruppi delle scuole secondarie. Le cose cambiano, però, in presenza di partecipanti con disabilità, ognuno dei quali dovrà essere seguito da una figura adulta di riferimento. Gli addetti, tra responsabili dotati di formazione professionale e volontari, dovranno integrare alle proprie conoscenze i temi e le metodologie legati alla prevenzione dal Covid-19. Ogni struttura dovrà inoltre designare un numero sufficiente di operatori supplenti da chiamare a supporto in caso di necessità.

Il capitolo igiene include tutte le fondamentali indicazioni già in vigore per le interazioni in pubblico (lavare spesso le mani, mantenere il distanziamento interpersonale di almeno un metro, indossare la mascherina) a cui si aggiungono, come nel caso delle aree gioco presenti nei parchi, la pulizia frequente e accurata delle superfici e delle attrezzature impiegate.

Fino a qui i requisiti per quello che avverrà all’interno dei centri estivi, ma anche per le modalità di accesso e di uscita, l’insieme di disposizioni a cui attenersi è articolato e complesso. I gestori dovranno mettere a punto appositi varchi di accoglienza e di uscita a ridosso delle proprie aree, scaglionando in entrambi i casi gli accessi con intervalli di tempo tra i cinque e i dieci minuti. Ad ogni varco dovranno essere presenti soluzioni per l’igienizzazione delle mani, ma anche addetti alle procedure di triage che verificheranno, insieme ai genitori di bambini e ragazzi, le condizioni generali di ogni iscritto, al fine di individuare recenti casi di febbre, tosse e difficoltà respiratorie che potrebbero compromettere la sicurezza all’interno del centro. Gli iscritti verranno poi sottoposti al controllo della temperatura corporea, al pari degli operatori che saranno sottoposti alle medesime procedure di verifica dello stato di salute prima di accedere.

Facendo un ulteriore passo indietro, dopo aver passato in rassegna l’organizzazione delle attività e le modalità di accesso, particolare attenzione merita anche la progettazione del campo estivo in ogni suo singolo aspetto, da documentare e consegnare preventivamente al Comune che determinerà l’eventuale approvazione in accordo con l’autorità sanitaria competente.

Anche qui, l’elenco delle direttive e delle indicazioni da rispettare è parecchio corposo e include il dettaglio delle fasce orarie entro le quali avverranno le attività, il numero di bambini e adolescenti che possono essere accolti, l’elenco degli spazi che verranno utilizzati e le relative funzioni, le tipologie di attività che verranno proposte, con durata delle stesse e tempistiche riservate alle pratiche di igienizzazione; e poi ancora l’elenco del personale impiegato, gli accorgimenti da rispettare in caso di accoglienza di bambini o adolescenti disabili o provenienti da contesti familiari caratterizzati da fragilità; le modalità previste nel caso di utilizzo di mezzi di trasporto e le certificazioni che attestino le condizioni di salute di tutti: iscritti e operatori.

“Il Comune – commenta il sindaco Andrea Pellicini – farà la sua parte per favorire queste iniziative, chiedendo il massimo rispetto di tutte le norme a garanzia anti-contagio. Siamo disponibili a incontrare le parrocchie e le associazioni”.

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